Di Campli lascia: esperienza gratificante

PESCARA. Tra i candidati che aspirano a far parte del nuovo Consiglio dell'ordine degli avvocati pescaresi, che sarà formato da 15 consiglieri, non c’è il presidente uscente Donato Di Campli.Di...
PESCARA. Tra i candidati che aspirano a far parte del nuovo Consiglio dell'ordine degli avvocati pescaresi, che sarà formato da 15 consiglieri, non c’è il presidente uscente Donato Di Campli.
Di Campli ha alle spalle due mandati ed è stato in carica per sette anni. Ha ricoperto il ruolo di presidente dal febbraio 2012, succedendo all’avvocato Lucio Stenio de Benedictis, che aveva presieduto l'ordine delle toghe pescaresi per 16 anni. In precedenza Di Campli aveva ricoperto all’interno del Consiglio la carica di segretario. «Avevo già deciso in tempi non sospetti di non ricandidarmi, e cioè prima che ci fosse la nota sentenza della Cassazione che ha dichiarato la retroattività del doppio mandato», dice il presidente uscente. Tale limite è previsto dalle leggi n.247 del 2012 e n.113 del 2017, ma la sentenza n. 32781 emessa dalla Cassazione il 19 dicembre 2018 ha stabilito che è valido pure verso chi abbia già svolto l'incarico in epoca anteriore rispetto all'entrata in vigore delle suddette normative. «Ho fatto un’esperienza abbastanza lunga e impegnativa», sottolinea il presidente Di Campli, «ho quindi ritenuto di lasciare spazio ad altri». Una scelta motivata anche dalla «mancanza di qualsiasi forma di attaccamento alla poltrona».
«Questo è un servizio», prosegue, «che si può fare per un periodo limitato, non è una carica, non è una poltrona. È giusto dare la possibilità anche ad altri. Siamo tanti avvocati». Di Campli si sofferma poi sulle attività messe in campo durante la sua presidenza: «Abbiamo posto in essere tante iniziative, anche importanti e significative, a favore dei giovani, dei colleghi in difficoltà, facendoci carico di quelle che sono le esigenze dei nostri tempi. La nostra è una categoria non più di elite come poteva essere fino a qualche anno fa. È una categoria in difficoltà e quindi ci siamo fatti carico di questa esigenza contemporanea».
E infine: «È stata un'esperienza per me gratificante, con i colleghi del Consiglio abbiamo lavorato in maniera indefessa nell'interesse della categoria». (m.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

