«Di colpo l’inferno» I ragazzi: sangue e vetri dappertutto

18 Settembre 2019

Lo studente del Da Vinci che per primo ha chiamato il 118: sono corso per strada a chiedere aiuto, ero sconvolto 

PESCARA. «Venite subito, l’autobus ha fatto un incidente sotto Caprara, ci sono tanti feriti, fate il più veloce possibile». Arber Hoxaha è di Pianella, ha 15 anni. Studente al primo anno del liceo scientifico Da Vinci, ieri è stato lui che alle 13,12 ha chiamato per primo il 118. L’ha fatto dal suo telefonino, dopo essere schizzato fuori dal pullman sventrato dall’albero, tra scene di pianto e di sangue.
Al Centro, insieme a un altro ragazzo che ieri si trovata sul bus numero 1012 racconta l’incubo dal quale si sono miracolosamente salvati come l’autista e tutti gli altri passeggeri.
«Ero in piedi come un’altra dozzina di ragazzi, mi trovavo vicino alla porta, proprio al centro dell’autobus», racconta Arber, «in mezzo alle due sbarre dove di solito si sistemano le carrozzine. Stavamo parlando tra di noi, c’era chi ascoltava musica con le cuffiette, chi chiacchierava. All’improvviso c’è stata una botta, sono iniziate le urla e poi subito la seconda, più forte, quella contro l’albero. Siamo stati catapultati in avanti, tutti i ragazzi che erano in fondo sono volati davanti. Una signora me la sono trovata sotto i piedi, ho pensato che era morta. C’era gente a terra, i vetri, chi sanguinava, chi piangeva. Ho visto l’albero dentro l’autobus, si sentivano le urla ma non sapevo neanche che sotto ci fosse una ragazza. L’autista è sceso, era sconvolto, io anche sono sceso e ho pensato solo a correre, per andare verso le macchine a chiedere aiuto».
È in quei frangenti, riferisce Arber, che ha allertato il 118. «Mentre correvo, una signora con la macchina si è fermata, le ho detto quello che era successo, intanto ho chiamato il 118, ma non riuscivo a parlare, ero sconvolto. Ho detto solo di fare il prima possibile, che c’erano i feriti, dall’altra parte mi dicevano di stare calmo, che ero di grande aiuto. Ma io non ce la facevo, “ti passo una persona più grande” gli ho detto, e gli ho passato la signora. Poi sono arrivate le ambulanze, gli elicotteri, i vigili del fuoco, i carabinieri».
Un inferno nel quale si è ritrovato all’improvviso anche Stefano Del Biondo, 17 anni, anche lui di Pianella, studente al quarto anno dell’istituto Acerbo che quotidianamente utilizza l’autobus dei pendolari. «Stavo sentendo la musica con le cuffiette, seduto su uno dei tre posti dietro. Avevamo preso l’autobus a Pescara a mezzogiorno e dieci, eravamo gran parte ragazzi di Pianella, studenti dell’Acerbo, del Da Vinci, dell’Alberghiero. All’improvviso sono stato sbalzato in avanti e sono finito contro le ringhiere che separano i posti, mi è piombata addosso una signora, e con le gambe ho sfondato le ringhiere. C’era sangue dappertutto, le persone urlavano, c’era chi piangeva, io sono sceso, per lo spavento mi sono allungato a terra e ho quasi perso i sensi. Mi ha aiutato un signore, uno di quelli che si erano fermati dopo l’incidente. Poi, come gli altri ho chiamato i miei genitori. Alla fine», ripete Stefano a se stesso, «ho preso solo una brutta botta alle gamba e basta».
(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.