Di Federico: conosco quel canalone, nasconde insidie

SANT'EUFEMIA A MAIELLA. È un canalone che porta dritto al Monte Amaro, la Rava della Vespa. Chi lo sceglie evidentemente conosce le difficoltà che quella via presenta, le insidie e le grandi...
SANT'EUFEMIA A MAIELLA. È un canalone che porta dritto al Monte Amaro, la Rava della Vespa. Chi lo sceglie evidentemente conosce le difficoltà che quella via presenta, le insidie e le grandi soddisfazioni che riserva alla fine della scalata. Sa bene anche che per affrontare l’ascesa deve essere ben equipaggiato con ramponi, ciaspole e piccozza, perché i pericoli sono tanti, dovuti soprattutto al fondo che può riservare sorprese per via della superficie ghiacciata o, come si dice nel gergo alpinistico, vetrata. Insomma si può scivolare e precipitare senza la possibilità di potersi fermare, atteso anche che la pendenza media di quella Rava si aggira sul 30 per cento. «E poi» spiega l'esperto alpinista Giampiero Di Federico «proprio questo periodo dell'anno si rivela uno dei più insidiosi, poiché si verificano condizioni di scarsa copertura di neve del fondo e basse temperature. Le piste, anche quelle conosciute e consigliate, si trasformano in ambienti subdoli, scivolosi che non consentono neanche di potersi fermare in caso di caduta, a meno che sul percorso non si incontri un albero o uno spuntone di roccia». Per affrontare questo tipo di escursione, come ricorda l'esperto, è basilare il buon equipaggiamento, ma è di fondamentale importanza saper valutare l’affidabilità dei percorsi. «Evito», riprende Di Federico, «di andare in montagna in questa stagione poiché si trovano realtà locali ibride, con poco innevamento e temperature non ideali. Quando c'è neve e si incappa in un inciampo o una caduta», va avanti il maestro alpinista, «magari utilizzando bene la piccozza ci si può rifare e fermarsi, con la presenza di strato ghiacciato invece c'è scivolamento e la stessa piccozza non ce la fa a penetrare nel ghiaccio. Anche la calzatura con i ramponi conferisce molta più stabilità e sicurezza nei movimenti. E poi c'è da fare molta attenzione se si calzano le ciaspole poiché non danno tutta la sicurezza e l'equilibrio che invece l'alpinista si aspetta. Consiglio, dunque, di affrontare uscite in alta quota più durante il periodo invernale inoltrato o in primavera, quando i rischi connessi alla attività, che sempre ci sono e che dunque bisogna saper affrontare nel giusto modo, diminuiscono e sono più gestibili soprattutto dagli escursionisti esperti». Di Federico conclude citando un dato statistico sugli interventi di soccorso richiesti da persone ritrovatesi in difficoltà in montagna, che arrivano a picchi di frequenza alti proprio in questo periodo stagionale.

