Di Fiore punta sul comprensorio

26 Maggio 2022

«Va bonificata l’area dell’Italcementi e servono più servizi sanitari»

SCAFA. “Scafa che ci piace”. È il nome scelto da Giordano Di Fiore per la lista, di centrosinistra, che sostiene la sua candidatura a sindaco. Il consigliere comunale uscente, che è stato vice di Giancola da giugno 2017 a dicembre 2020, il 13 giugno conta di svegliarsi sindaco.
Che campagna elettorale è?
«È partecipata. La gente vuole sentire parlare di programmi e i nostri sono programmi che riguardano lo sviluppo di Scafa e la sua centralità, persa negli ultimi 10 anni. All’evento di apertura c’erano 500 persone (pare 50 dal nostro avversario) per cui la sensazione è che la gente voglia ascoltarci, è interessata. Non c’erano solo i cittadini di Scafa, ma i sindaci dei paesi limitrofi, e questo vuol dire che la collaborazione in cui crediamo ci deve essere, ma fino ad ora è mancata. C’erano l’ex assessore regionale Donato Di Matteo, e il senatore Luciano D’Alfonso. E questo mi dice che dobbiamo andare avanti».
I punti di forza della sua lista e quelli di debolezza?
«Abbiamo sei, sette giovani candidati e la restante parte è composta da ex consiglieri e ex sindaci, la cui presenza è sinonimo di unità, anche se in passato ci siamo divisi. Il punto di forza è rappresentato dal fatto che c’è una coalizione pronta ad appoggiarci che va anche oltre il nostro comune, e che punta a riportare gli investimenti sul territorio. L’età media è più bassa dell’altra lista, di circa 10-15 anni e abbiamo anche professionisti e pensionati. Posso dire che ho fatto fatica a convincere la gente a non candidarsi: c’è stata molta partecipazione a “metterci la faccia” ma non c’era più spazio, ed è per questo che ho chiuso tutto il penultimo giorno. Ma ho chiesto di far parte del gruppo».
Le priorità della prossima amministrazione, in base al suo programma?
«Bonificare subito l’area dell’Italcementi e cercare di reintegrare i servizi sanitari che oggi non ci sono, attivando un dialogo con la Asl. C’è un progetto, che presenteremo a giorni, che prevede un grande investimento per il Parco botanico e minerario della Maiella, per dare la possibilità a tutto il territorio di trasformarsi. Altro obiettivo, la scuola, visto che avevamo ottenuto un finanziamento per l’asilo nido, da realizzare entro l’anno, e si deve recuperare l’autonomia scolastica, persa per responsabilità del sindaco uscente. Non è ammissibile che si siano persi gli uffici di Catasto, Aca e Genio civile (nonostante Regione e Provincia siano di centrodestra), che ci siano 500 abitanti in meno e il 50% delle attività commerciali in meno. Va recuperato quello che è mancato in questi dieci anni».
Qual è la risposta dei cittadini nei primi incontri elettorali?
«Le persone mi vogliono bene, mi riconoscono per il mio lavoro di radiologo, mi dicono che era arrivato il momento di candidarmi. Io sto facendo il porta a porta, d’altronde il mio motto è “vicino alla persona”. E dai cittadini ricevo buone sensazioni, sono molto fiducioso».
Prima lei e il suo avversario eravate molto vicini, nella stessa coalizione. Ora siete uno contro l’altro. Cosa gli direbbe, potendogli lanciare in messaggio?
«Di sorridere un po’, di aprirsi alla cittadinanza».
Com’è Scafa oggi?
«Buia, grigia. Perché i servizi sono andati via, una parte dei negozi ha chiuso. Perché una persona dovrebbe venire a Scafa? Il sindaco ci è venuto a vivere solo da poco».
Uno slogan per queste elezioni?
«Vicini alle persone. Parlo al plurale, perché noi siamo un gruppo». (f.bu.)