Di Fiore: sulla ferrovia ora va rivisto il progetto

SCAFA. Il tracciato ferroviario, che storicamente taglia in due il paese, sarà spostato verso l’autostrada; il cementificio verrà abbattuto e rigenerata l’area dove per decenni è rimasto fermo e...
SCAFA. Il tracciato ferroviario, che storicamente taglia in due il paese, sarà spostato verso l’autostrada; il cementificio verrà abbattuto e rigenerata l’area dove per decenni è rimasto fermo e immobile l’ecomostro; il vecchio distretto sanitario sarà potenziato con nuovo personale e un parcheggio di scambio con 500 posti auto aiuterà la mobilità, col trasporto ferro-gomma, anche dei paesi vicini. È la Scafa del futuro che sogna il neo sindaco, Giordano Di Fiore, al lavoro per raggiungere gli obiettivi che negli anni a venire dovrebbero trasformare il paese della Val Pescara, che conta circa 3.800 abitanti.
Reduce dall’incontro con i tecnici, in Regione, il sindaco dice la sua sul raddoppio ferroviario: «È vero che Scafa è nata e si è sviluppata intorno al tracciato ferroviario che la taglia in due, ma erano altri tempi. Oggi l’obiettivo è spostare l’asse ferroviario verso l’autostrada e recuperare il tratto di 1.200 metri che separa il paese trasformandolo in area verde ad uso dei cittadini. Previsto anche il recupero socio-economico dell’ex stazioncina». Ma prima di procedere con nuovi progetti, il sindaco vuole vederci chiaro su quelli di Rfi e della passata amministrazione: «Vogliamo rivedere le carte e gli accordi».
Capitolo distretto sanitario. La passata giunta di Maurizio Giancola si era già accordata con la Asl di Pescara e la Regione per la costruzione, entro il 2025, di una Casa di Comunità su terreni ex Sama. Ma Di Fiore, tecnico radiologo a Chieti, spariglia le carte: «Non sono contrario ad un nuovo distretto ma siamo ancora allo studio di fattibilità, per il progetto esecutivo ci vogliono anni. Abbiamo chiesto un incontro con il manager Asl Vincenzo Ciamponi per discutere la questione, perché nel frattempo vorremmo l'attuale struttura con nuovo personale medico». Fa il punto della situazione, l’assessore alla Sanità, Sabina Tontodonati: «Al distretto mancano un ginecologo e un ortopedico. Il diabetologo è in servizio una volta a settimana, ogni 15 giorni ad agosto. Lo stesso vale per il medico chirurgo e l’otorino. Sempre una volta a settimana operano il neurologo e il dermatologo e la Radiologia un tempo disponeva di un senologo settimanalmente. È, inoltre, fondamentale l’apertura di un ambulatorio chirurgico per i piccoli interventi».
Il sindaco pensa ad un parcheggio interscambio con 500 posti auto da dislocare in diverse zone della cittadina, tra cui l’ex Sama: «Il rilancio turistico, con le affollate sorgenti del Lavino e le nostre bellezze paesaggistiche da ammirare, passa anche attraverso una nuova idea di mobilità al servizio anche dei paesi vicini».
Infine il cementificio, fabbrica dell’ex Italcementi, che si staglia al centro del paese, nelle vicinanze della Tiburtina: «Sarà uno dei nostri primi interventi, stiamo già lavorando per avviare l’iter di abbattimento dell’edificio dismesso da anni e poi provvederemo a riqualificare l’area».

