Di Girolamo, un pioniere del calcio pescarese

Dieci anni fa moriva il presidente della Flacco che oggi milita in Promozione Il figlio presidente del Sulmona: «Il calcio? E’ una passione di famiglia»
PESCARA. Ricorre oggi il decimo anniversario della scomparsa di Giosaffatte Di Girolamo, ex presidente dell'Adriano Flacco Pescara e padre dell'attuale neo presidente del Sulmona Giovanni Di Girolamo, conosciutissimo in città e in tutto l'Abruzzo come titolare della catena di abbigliamento Giosport. All'epoca, nel 2004, tutti i componenti della famiglia Di Girolamo erano coinvolti nel calcio da massimi dirigenti di altrettante formazioni.
«Io e mio padre gestivamo la gloriosa Adriano Flacco», racconta Giovanni Di Girolamo, «mio fratello Dario era il responsabile dell'Atletico Spoltore mentre mia madre Maria Leporini era a capo del circolo sportivo Unicentro di calcio a 5 a Montesilvano. Insomma eravamo davvero una famiglia nel pallone, in tutti i sensi. Quando mio padre morì, a 78 anni, andai avanti da solo prima di cedere le quote nel 2006 al gruppo Pakundo di Domenico Sborgia. Nel frattempo ho collaborato alle varie iniziative del comitato provinciale Figc fornendo materiale sportivo per tutti i giovani calciatori convocati nelle rappresentative delle categorie Juniores, Allievi, Giovanissimi ed Esordienti. Ora non ho saputo resistere al richiamo di alcuni amici ed eccomi nuovamente pronto a dare una mano per risollevare le sorti del Sulmona, una grande piazza che ha rischiato il fallimento».
A proposito dell'Adriano Flacco, vanno ricordate le tappe storiche di questa società che prende il nome dello sfortunato calciatore dilettante morto sul campo di Rampigna il 6 febbraio 1977 durante il 2°tempo della partita Porto-Tortoreto. «Attualmente», dice Di Girolamo, «la Flacco è la seconda realtà calcistica pescarese dopo la prima squadra che milita in serie B e dopo il trasferimento del titolo sportivo della Renato Curi a Città Sant'Angelo. Nel corso degli anni, ci sono state varie fusioni, anche se il periodo più bello rimane quello in cui giocavamo all'Antistadio, proprio vicino all'Adriatico-Cornacchia, nell'impianto intitolato allo stesso Adriano Flacco e teatro nel 2009 dei Giochi del Mediterraneo. Disputavamo il campionato regionale di Promozione e nel nostro girone l'appuntamento più atteso era il derby con l'altra Adriano Flacco di Giuliano Teatino, che si è poi sciolta nel 2011».
Adesso, invece, la Flacco Pescara ha ripreso l'antica denominazione di Flacco Porto e si è abbinata al Delfino, per volontà del patron Quinto Paluzzi, l'imprenditore del pesce, e del presidente Luciano Zangirolami, ex direttore sportivo ai tempi della Caldora campione d'Italia nella categoria Allievi. L'attività si svolge al campo San Marco, nel quartiere San Donato, che la società gialloblù gestisce in accordo con il comune. L'obiettivo è sempre quello della valorizzazione dei giovani grazie al buon lavoro svolto dall'allenatore Giancarmine Chiacchiaretta, responsabile del vivaio che, compresa la scuola calcio, conta oltre 450 tesserati. In estate, dopo la vittoria a suon di record nel campionato di Prima categoria e l'immediato ritorno in Promzione, sono entrati nello staff tecnico altri due componenti prestigiosi, come Ivano Giordano, l'ex difensore del Pescara anni '80, ai tempi dei compianti Tom Rosati ed Enrico Catuzzi, e l'ex allenatore della Berretti del Pescara, Antonio Cipriani. Storie di personaggi sportivi che s'intrecciano nel segno di un comune denominatore: la passione per il calcio. Questa, nonostante i tempi di crisi, sembra proprio non finire mai.
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