Di Lorito-Febo, torna il duello del 2012

Questa volta saranno solo tre gli aspiranti sindaci in lizza con 10 liste in campo. Per il M5s, la portabandiera è Passarelli
PESCARA. Dieci liste depositate in municipio in appoggio a tre aspiranti sindaci. È cominciata anche a Spoltore la sfida elettorale per le comunali, unico tra i cinque centri pescaresi con una popolazione superiore a 15mila abitanti (quasi 20mila, secondo gli ultimi dati demografici), quindi aperto a un eventuale, secondo turno. In realtà, a Spoltore, da quando è stata istituita la legge maggioritaria dei sindaci, non si è mai andati al ballottaggio, anche se si è votato con il doppio turno solo nel 2007 e nel 2012.
È questa una delle curiosità che caratterizza le elezioni nel centro amministrato negli ultimi cinque anni da Luciano Di Lorito, il sindaco del Pd che chiede agli spoltoresi un secondo mandato per completare il suo lavoro amministrativo. Di Lorito si ripresenta con l’appoggio di quattro liste, e avrà di nuovo tra le sue antagoniste la capogruppo uscente di Forza Italia, Marina Febo.
E qui siamo alla seconda curiosità di questa tornata spoltorese. La portabandiera forzista affronterà Di Lorito con l’appoggio di cinque liste civiche, espressione diretta di movimenti e associazioni locali senza il sostegno di nessun partito politico tradizionale. Così, a quasi un quarto di secolo dalla nascita di Forza Italia, quel simbolo politico non comparirà nelle schede per il Comune. Sarà perché i partiti non sono più di moda, o perché Forza Italia, secondo i sondaggi, non sembra più riscuotere i consensi di un tempo, certo è che stavolta l’elettorato di centrodestra dovrà cercarsi i propri rappresentanti tra i candidati consiglieri delle liste civiche. L’altra sfidante, Filomena Passarelli, è stata scelta dal Movimento 5 Stelle per contrastare il dualismo dem-centrodestra che fin qui ha segnato la più recente storia municipale. La Passarelli è riuscita a confezionare una lista con soli undici aspiranti consiglieri, l’impressione è che confidi nel traino del simbolo pentastellato più che nella possibilità di raccogliere consensi dal basso, come esito di una assidua attività elettorale porta a porta .
«La presenza di un numero inferiore di candidati a sindaco, dimezzata rispetto al 2012, renderà anche più facile per i cittadini confrontare le diverse proposte, la credibilità di chi vuole portarle avanti, e quindi scegliere», è il parere del sindaco uscente. A Spoltore si dimezza infatti il numero dei candidati sindaci, da 6 a 3, rispetto al 2012, e spariscono i partiti, a parte Pd e M5s. Cinque anni fa, c'erano ancora Italia dei valori, Futuro e Libertà per l'Italia, Unione di Centro, Lega Nord e una lista che raggruppava Verdi, Sinistra Ecologia e libertà, Federazione della sinistra (Rifondazione e Pdci). Tuttavia, le liste scendono quest’anno solo da undici a 10.
In lizza con la Febo c'è Francesco Verzella, ex Pd, sebbene mai eletto in passato. Lucio Matricciani è il decano: lui siede in Consiglio comunale dal 1988. Primo degli eletti nel 2012, con 424 voti, conferma la fedeltà a Di Lorito e punta alle 500 preferenze. Tutti in lista i consiglieri uscenti di maggioranza (Orazio D'Orazio, Giordano Fedele, Stefano Sebastiani, Carlo Pietrangelo, Gabriele Eleuterio, Francesca Sborgia, Nada Di Giandomenico) e gli assessori (Loris Masciovecchio, Chiara Trulli, Lorenzo Mancini, Carlo Cacciatore, Quirino Di Girolamo). Nelle precedenti consultazioni, Di Lorito vinse con 52,03%, Marina Febo raccolse il 28,77%, e i 5 Stelle si fermarono all’ 8,01%. Sono 75 i candidati che appoggiano la Febo con cinque liste (4 con sedici nomi, una con 11 aspiranti), 64 i sostenitori di Di Lorito che guida 4 liste con sedici nomi. A sua volta, la Passarelli, 5 anni fa, appoggiava il candidato 5 stelle Carlo Spatola Mayo e prese 10 voti. Guardando ai risultati del 2012, il candidato più accreditato della Febo è Pierpaolo Pace (162 preferenze). «Siamo certi di aver interpretato al meglio le necessità e i desideri di cambiamento della nostra gente», afferma l’aspirante sindaco dei cartelli civici, «e lo abbiamo fatto attraverso la scelta di volti nuovi e di un programma calibrato alle esigenze e necessità del nostro territorio».
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