Di Lorito: no alla fusione dei tre Comuni

22 Novembre 2015

Il sindaco di Spoltore si appella alla Regione: «Stop all’unione con Pescara e Montesilvano»

SPOLTORE. A due giorni dalla discussione in consiglio regionale della proposta di legge sulla Nuova Pescara, con la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, arriva la presa di posizione del sindaco Pd di Spoltore Luciano Di Lorito che invita la Regione a «dire no a quello che potrebbe rivelarsi un altro pasticcio amministrativo. La nascita della Nuova Pescara creerebbe ulteriori problemi alle tre amministrazioni». Di Lorito: «Quando si affronta tale argomento non si discute mai del ruolo che queste tre città dovrebbero avere all’interno del progetto e, in particolare, dei possibili vantaggi che potrebbe avere Spoltore, rinunciando alla propria autonomia», afferma il consigliere Giordano Fedele, capogruppo Pd, «con la fusione non si raggiungerebbe comunque il numero di 250 mila abitanti, ideale per poter usufruire delle relative agevolazioni. Si è parlato solo di vantaggi dovuti ai risparmi e ai maggiori trasferimenti statali in una maniera del tutto approssimativa», dice Fedele, «si ipotizza addirittura un risparmio di 50 milioni di euro in 10 anni con un riordino organizzativo dei dipendenti comunali, senza spiegare come, considerando tra l’altro che i loro diritti vanno tutelati. Si parla, inoltre, di maggiori trasferimenti regionali e addirittura di trasferimenti straordinari statali per 87 milioni di euro in 10 anni. Sorprende che nessuno dei promotori di questo progetto abbia comunicato che, adesso, si siano ridotti di oltre l’80 per cento i trasferimenti di cui beneficerebbe la fusione, cancellando in un colpo solo oltre 72 milioni di euro nel totale silenzio del comitato promotore».

Il sindaco mette in luce anche i conti dei Comuni: «Spoltore ha un bilancio sano e non vive le difficoltà finanziare di Pescara e Montesilvano. Si tratta di condizioni di cui gli elettori non erano al corrente nel periodo del referendum, perché completamente differenti rispetto al quadro di partenza. Non siamo una periferia, siamo una città che rischia di perdere le sue forti identità storiche e culturali. Con la fusione, la città più piccola rischierebbe di essere stritolata e fagocitata da portatori di interesse economicamente più grandi e più forti. Però», conclude il sindaco, «le tre realtà che compongono l’area metropolitana devono saper collaborare».

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