Di Marco, presidente con il pallino per turisti e territorio

Ecco chi è il neoeletto responsabile della Provincia Si candidò sindaco ad Abbateggio a soli 24 anni
ABBATEGGIO. Nato a Chieti il 7 febbraio 1970, è l’ultimo di 5 figli di Pasquale e Francesca. Sposato con Giulia Di Giantommaso di Bolognano dalla quale ha avuto una bambina, Francesca Karol, di 5 mesi, parla correntemente il francese. È imprenditore nel campo turistico dal 1997: si occupa della gestione e promozione dell’accoglienza turistica della struttura ricettiva Borgo Majella srl, della quale è il legale rappresentante.
E', inoltre, impegnato nell’azienda di famiglia operante nel settore del recupero e del restauro edilizio per la quale cura la gestione del settore contabile e amministrativo.
E' la parte non politica del ritratto del neopresidente della nuova Provincia di Pescara Antonio Di Marco, ente al quale vuole trasferire tutta la sua dinamicità e il suo entusiasmo per il recupero e la valorizzazione del territorio interno, ben consapevole delle emergenze alle quali far fronte e delle innumerevoli necessità da soddisfare apprese nella sua lunga carriera politica prima nelle file del partito Popolare, poi della Margherita e poi ancora del Pd. Anche se l’avviso di garanzia per rifiuto d’atti d’ufficio recapitatogli pochi giorni fa in qualità di sindaco di Abbateggio ha allungato un’ombra sgradevole.
Di Marco ha cominciato da giovanissimo. A 24 anni, già era candidato sindaco per il suo paese. Fu sconfitto, però, da Croce Scipione e dovette sedere sugli scranni della minoranza. Un’esperienza utile e formativa, tanto che poi è stato sindaco per le due consiliature successive e oggi lo è ancora per aver chiesto la terza candidatura permessa dal premier Matteo Renzi.
Il piccolo centro dell'area magellense, quella pedemontana della Majella, è cresciuto con lui. Il suo intervento in tutti i settori della vita pubblica, sociale, culturale ha avuto sempre pieno successo. Il paese è cresciuto in attività commerciali, turistiche, imprenditoriali, di recupero del centro storico, divenendo uno dei Borghi più belli d'Italia. Il suo territorio ha riscoperto il suo passato preistorico con gli scavi condotti e ancora da completare nella Valle Giumentina, quella dei Tholos, dove sono state rinvenute tracce di vita dell'uomo di Neanderthal e dove Di Marco è riuscito a realizzare ex novo un Villaggio paleolitico con i materiali e le tecniche costruttive di quelle epoche lontane.
Insomma, un sindaco dinamico, benvoluto dalla popolazione e riconfermato per ben tre volte. Le sue ambizioni di salire quanti più gradini della scala della rappresentanza istituzionale, lo hanno da sempre accompagnato. E' stato anche segretario provinciale aggiunto del Pd negli ultimi anni, affiancando in quel ruolo il parlamentare Antonio Castricone.
Ambizioso certo, ma operativo. Ha saputo sempre investire le risorse pubbliche per il bene della comunità. Ora che era arrivato il suo momento in Provincia, il suo rammarico è evidente per trovarsi alla presidenza di un ente che non ha più portafoglio. Ma lui, essendo legato alla sua terra e votato alla soluzione dei problemi dei cittadini, si sente a suo agio. «Saremo sempre presenti», dice, «per aiutare i comuni dell'hinterland, intercettare risorse a ogni livello dalla Regione, dallo Stato, dalla Comunità europea; saremo il motore propulsore per gli amministratori dei comuni che ricadono sotto la nostra giurisdizione».
Preponderanti altri due aspetti della sua propensione poliedrica al territorio: il recupero delle tradizioni contadine, supportato dal legame con gli emigrati, e la cultura come mezzo indispensabile di espressione e crescita sociale.Dalla sua stanza di sindaco ha tratto due progetti: la Consulta permanente degli emigrati che va a intersecarsi con il turismo, l’esportazione dei prodotti tipici, gli scambi interculturali, la conoscenza dei paesi e dei loro usi, costumi e tradizioni e l'affermato premio letterario naturalistico Parco Majella, manifestazione culturale a tema naturalistico-ambientale di cui è presidente, che è diventato fondamentale mezzo di promozione turistica e culturale dell’area della Majella e considerato tra i cinque più importanti fra i premi d’Abruzzo.
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