Di Marco sulla piscina: «La Provincia pagherà»

6 Giugno 2015

PESCARA. «Sono consapevole e a piena conoscenza del dramma che stanno vivendo le aziende a causa del patto di stabilità. E so che la Provincia di Pescara, causa i tagli promossi dal governo, oggi è...

PESCARA. «Sono consapevole e a piena conoscenza del dramma che stanno vivendo le aziende a causa del patto di stabilità. E so che la Provincia di Pescara, causa i tagli promossi dal governo, oggi è in serie difficoltà economiche e, spesso, non ci è possibile liquidare le fatture in tempi brevi». Così il presidente dell’amministrazione provinciale interviene sul caso denunciato dall’imprenditore di Osimo, Francesco Capoccia, che sulle colonne del Centro ha denunciato la crisi della sua ditta edile, la Gramaglia, che dopo aver realizzato in piena regola e nei tempi previsti i lavori commissionati dalla Provincia nella piscina dell’istituto Volta, a Pescara, ora rischia di andare fallito per i mancati pagamenti dell’ente pescarese.

«Comprendo lo stato d'animo del titolare della ditta Gramaglia», osserva Di Marco, «ma mi preme qualche precisazione, in particolare circa le dichiarazioni rese dall'ex presidente Testa». Innanzitutto, afferma Di Marco, l’importo dei lavori per la piscina del Volta «era di 400mila euro ma, con il ribasso, la cifra è scesa a circa 249mila euro oltre l’Iva. Durante i lavori, però», prosegue l’attuale presidente, «fu necessario stanziare, per una perizia di variante ulteriori 45mila 455 euro, per un totale di poco meno di 300mila. La consegna dei lavori avvenne il 21 luglio 2014 e alla ditta furono concessi 90 giorni naturali e consecutivi per la consegna (entro, quindi, il 18 ottobre 2014). In realtà, le opere si conclusero effettivamente il 15 gennaio scorso dunque non, come è stato affermato , "in anticipo"».

Quanto alla chiusura dell'impianto, afferma ancora Di Marco, «sottolineo che il tempo utile per l'ultimazione dei collaudi scadrà il 15 luglio prossimo, quindi la Provincia, in realtà, non è in ritardo sulla tabella di marcia».

In conclusione, Di Marco dice che seppur, a oggi, non è stato possibile procedere al pagamento della prima fattura, datata 20 ottobre (114mila euro), «non appena si presenteranno le condizioni, procederemo a liquidare» le spettanze dovute alla Gramaglia e a tutte le altre aziende.

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