Di Mattia: farò un esposto sulla farmacia comunale

16 Dicembre 2014

L’ex sindaco attacca Maragno: «E’ una fonte di guadagno, non va data ai privati» Il Patto per Montesilvano favorevole alla cessione: così non ci saranno più debiti

MONTESILVANO. La decisione della giunta Maragno, presto al vaglio del Consiglio comunale, di affidare la gestione della farmacia comunale ad un privato, continua a far discutere in città. Dopo la presa di posizione del Pd, di Montesilvano Democratica e del dissidente forzista Anthony Aliano, tutti contrari all’esternalizzazione ma favorevoli al trasferimento del servizio nelle vicinanze del futuro Distretto sanitario, a intervenire sull’argomento è l’ex sindaco Attilio Di Mattia.

Il primo cittadino defenestrato analizza nello specifico le analisi fornite nei giorni scorsi dal primo cittadino Francesco Maragno e relative ai possibili vantaggi economici che la cessione potrebbe avere sui bilanci dell’ente. «Le basi su cui affonda quest’analisi sono fallaci», attacca Di Mattia. «Sarebbe cosa buona e giusta pubblicare sul sito online l’intera analisi su cui si basa questa scelta, dato che si tratta di svendere l’unico "asset" comunale che può generare flussi di cassa in futuro». A detta di Di Mattia «sul piano aziendale si può fare molto prima di vendere», sottolinea, ricordando che il progetto elaborato dalla passata amministrazione è nelle mani dei dirigenti comunali.

«Da persona che ama i numeri sono contento di cambiare idea di fronte ad un’analisi aziendale fatta bene e trasparente», aggiunge annunciando, in caso contrario, un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura.

A schierarsi dalla parte del sindaco è, invece, Montesilvano Futura. «Ritengo che sia una scelta dettata dal buon senso e dalle criticità riscontrate negli anni passati», spiega il coordinatore cittadino Mauro Orsini, «togliere dalle grinfie del Comune un’azienda che, se gestita in maniera oculata, dai privati potrebbe portare benefici alla collettività. Ad oggi la farmacia comunale è stata una palla al piede per la città, evidentemente per l’incapacità degli amministratori».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mauro De Flaviis, presidente dell’associazione Patto per Montesilvano.

«Questo è il primo passo di un cambio di direzione», commenta, «che comporterebbe un’importante serie di ricadute. Innanzitutto si pone al centro l’efficienza dell’attività economica che deve produrre reddito per permettere l’erogazione del canone che verrà versato nelle casse dell’Azienda speciale», prosegue, «non sarà più necessario alla collettività pagare per possedere e gestire una farmacia; la proprietà della farmacia rimarrebbe nelle mani della collettività; il gestore sceglierebbe la migliore localizzazione e non ne discuterebbe lungamente il Consiglio comunale, che ritengo abbia questioni più importanti di cui occuparsi; il gestore sceglierebbe il personale con il criterio del merito e non con quello dell’appartenenza e per la politica si ridurrebbe la possibilità di influenzare le scelte». (a.l.)

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