Di Renzo: variante dannosa per la città

FRANCAVILLA. «Zone bianche a Francavilla?, Saranno nuove colate di cemento. A rischio 135 mila metri quadrati di territorio». Il consigliere Di Renzo boccia senz’appello le cosiddette zone bianche...
FRANCAVILLA. «Zone bianche a Francavilla?, Saranno nuove colate di cemento. A rischio 135 mila metri quadrati di territorio». Il consigliere Di Renzo boccia senz’appello le cosiddette zone bianche introdotte nella variante al Prg, con il parere contrario della Provincia e dell'Arta.
«Porteranno in città una cementificazione selvaggia e dannosa per l'ambiente» ha ripetuto ieri dopo oil voto in aula di Consiglio che ha dato via libera al provvedimento. «Per come è stata predisposta, l’approvazione di questa delibera è un altro colpo a una città già massacrata negli anni da una pessima politica. I pareri obbligatori alla variante rilasciati dagli enti preposti» prosegue Di Renzo, «hanno evidenziato gravi lacune procedimentali da parte dell'amministrazione. In particolare, la Provincia di Chieti ha espresso parere negativo per diversi motivi, tra questi che nel provvedimento non sono ben quantificate e identificate le zone bianche che saranno oggetto di edificazione».
Anche l'Arta, secondo Di Renzo, ha osservato che per i 135mila metri quadrati di aree interessate non è chiarito in delibera il numero di abitanti potenzialmente insediabili. «Secondo l'Arta» continua il consigliere di minoranza «andava valutato il potenziale effetto di tale aumento della popolazione sulle matrici ambientali, con particolare attenzione alla capacità idraulica residua del sistema fognario e di quella depurativa degli impianti di trattamento, così pure gli impatti legati alla variante che incideranno su traffico, qualità dell'aria e rumori. In sostanza, ci troviamo davanti a una variante, sì necessaria e urgente, ma inadeguata per come è stata concepita, con effetti potenzialmente deleteri. Sarebbe stato auspicabile uno studio urbanistico puntuale del territorio che avrebbe dovuto identificare i reali bisogni della città, non una delibera che consente l'edificazione incontrollata delle aree bianche». (g.d.l.)
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