Di Stefano: le istituzioni non hanno informato le famiglie

5 Maggio 2017

PESCARA. L’onorevole Fabrizio Di Stefano ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti, su Rigopiano. Il deputato lancia un pesante attacco. In una nota dice di aver chiesto...

PESCARA. L’onorevole Fabrizio Di Stefano ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti, su Rigopiano. Il deputato lancia un pesante attacco. In una nota dice di aver chiesto «per quale motivo le famiglie, a cui è stato detto che erano tutti morti sul colpo, non siano state portate a conoscenza su come siano effettivamente trascorse le ultime ore di vita dei loro cari». E poi «cosa intende fare il Governo in merito a questo orribile metodo di diffondere, attraverso la stampa, notizie importanti riguardo le inchieste giudiziarie. Reputo incredibile ed assurdo che un quotidiano possa essere a conoscenza di fatti così drammatici». Il deputato si riferisce alle rivelazioni del Centro e Repubblica sulla donna morta molte ore dopo la valanga. A Di Stefano hanno risposto Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo e Paolo Durante, segretario del sindacato dei giornalisti abruzzesi: «Compito dei giornalisti è quello di scoprire le notizie con l'obbligo di diffonderle, soprattutto quando esse hanno un indiscutibile interesse generale. Non è lecito, dunque, ritenere assurdo il fatto che un quotidiano abbia diffuso notizie e particolari sulla tragedia di Rigopiano che i parenti delle vittime ignoravano. Semmai assurdo e ingiustificato è da ritenere il comportamento di chi doveva assicurare il flusso di informazioni tra le autorità e i familiari delle persone coinvolte nel dramma». Chiarito questo «riteniamo di dover disapprovare le affermazioni contenute nell'interrogazione che il deputato Di Stefano ha presentato in Parlamento. Tali affermazioni tendono a mettere sullo stesso piano ruoli e comportamenti che non possono essere confusi perché diametralmente opposti». Interpellato telefonicamente dal Centro, alla domanda se il suo è un attacco al diritto di cronaca oppure alla procura, Di Stefano ha risposto: «Non è possibile che le istituzioni nascondano ai familiari di una vittima le modalità con cui la stessa è deceduta».