Di Stefano: «Per Marsilio ci vorrebbe un tutor»

8 Dicembre 2018

CHIETI. «Credo di avere conoscenza del territorio e competenza politica che possono portare il centrodestra a vincere la competizione regionale». Fabrizio Di Stefano non ha tentennamenti: si candida...

CHIETI. «Credo di avere conoscenza del territorio e competenza politica che possono portare il centrodestra a vincere la competizione regionale». Fabrizio Di Stefano non ha tentennamenti: si candida a presidente della Regione, per ora con le civiche, ma con la speranza che il centrodestra getti a mare Marco Marsilio e punti su di lui. E poi, dando i voti al senatore romano scelto da Fratelli d’Italia, ne sottolinea il punto più debole: «Non conosce il territorio». In sintesi, Marsilio avrebbe quasi bisogno di un tutor abruzzese. Di Stefano è stato il protagonista della prima di una serie di puntate che Rete 8, in collaborazione con il Centro, dedica ai candidati presidenti della Regione. In un’ora di domande e risposte serrate, nella trasmissione condotta ieri sera dal direttore Carmine Perantuono, Di Stefano ha esordito rivelando un chiarimento già avvenuto con il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano. Ha poi sciorinato una lunga serie di priorità dell’Abruzzo, dal lavoro alla sanità, dal turismo e all’agricoltura. Temi che sta portando sul territorio e che gli fanno dire: «L’Abruzzo non sa vendere i propri marchi». Ma è la scelta del candidato presidente che gli sta più a cuore e gli fa bocciare la logica della compensazione tra Lega, Fi e Fdi, che attribuisce a questi ultimi il diritto di scelta. «È chiaramente una logica sbagliata». Sulla data delle elezioni da spostare al 26 maggio, per Di Stefano ci sono pro e contro, anche se i primi pesano più dei secondi. In trasmissione sono poi state commentate le interviste a Gianluca Zelli, Daniele Toto e Donato Di Matteo, protagonisti delle civiche le cui posizioni sono ancora fluttuanti, fatta eccezione per l’ultimo dei tre. Ma la frase di Di Stefano che fa notizia è quella riferita alla scelta ricaduta, ufficiosamente, su Marsilio: «Occorre un presidente del territorio che conosca l’Abruzzo e sappia parlare agli abruzzesi», premette, «in campagna elettorale troveremo sicuramente qualcuno che ci dirà: “è possibile che in una regione di un milione e 300mila abitanti sia stato indicato come candidato il coordinatore del Lazio di Fratelli d’Italia”? Che Marsilio sia una persona d’esperienza politica è certamente fuori di dubbio, ma lo è anche il fatto che lui deve ancora conoscere il territorio. Sei mesi fa si è votato in Molise dove il sottoscritto non si sarebbe mai sognato di candidarsi presidente». E se alla fine gli viene chiesto qual è il suo obiettivo? Concorrere davvero alla presidenza della Regione Abruzzo oppure assicurarsi una poltrona in Emiciclo, lui ribatte sorridendo e con sicurezza: «Mi hanno già offerto la candidatura al parlamento europeo, dove le poltrone sono anche più comode. In Regione, le poltrone le ho già avute. Ma ora voglio realizzare un sogno». (l.c.)