Dieci anni da sindaco Luciani: ora sono pronto per andare in Regione

15 Settembre 2021

«Questo pezzo di vita mi resterà dentro per sempre, ma si va avanti» E sulla sua amministrazione dice: «Con noi duemila residenti in più» 

FRANCAVILLA AL MARE. «Dieci anni alla guida della città, sono stati un pezzo di vita che mi resterà dentro per sempre».
Così il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani ha invitato ieri sera i suoi concittadini per un incontro virtuale sui social. Un primo saluto a nemmeno un mese dall’appuntamento elettorale, il 3 e 4 ottobre, che lo vedrà lasciare l’incarico dopo 10 anni di amministrazione.
Sindaco, com’è cambiata Francavilla in questi 10 anni?
«Quando sono stato eletto nel 2011, ho trovato una comunità rassegnata, sopita. Le vetrine erano spente, le strutture cittadine abbandonate, nel degrado. C'erano scuole pericolanti, non manutenute. Scatoloni di bollette non pagate, decreti ingiuntivi e il Comune incanalato in un processo debitorio».
Che idea di Francavilla ha voluto delineare?
«Ho intrapreso un percorso che portasse a una città nuova, efficiente, attraverso progetti di riqualificazione urbana. Penso ad esempio alle grandi opere, come piazza Sant’Alfonso, palazzo Sirena con la demolizione e la ristrutturazione del teatro che ora ospita le stagioni teatrali. E poi ancora il porto e non ultimo il ponte sull’Alento che è in costruzione. Ma penso anche alle opere di manutenzione più piccole, come ad esempio i marciapiedi. Ci siamo concentrati molto sul miglioramento della qualità della vita, intervenendo sui parchi giochi, sulle scuole e sull’illuminazione pubblica. Tutto questo, insieme a un’offerta di intrattenimento e di cultura adeguata, che ha visto gli ultimi anni contrassegnati da grandi spettacoli e piazze piene fino a che la pandemia lo ha consentito, hanno fatto in modo di riportare tante persone a Francavilla».
Cosa ha significato questo per la città?
«Ha permesso all’indotto economico e turistico di rafforzarsi. Dalle vetrine abbandonate di 10 anni fa si è passati a tutti i negozi affittati. Se a livello nazionale si è registrato un calo demografico, a Francavilla abbiamo avuto un’inversione di tendenza, guadagnando più di 2mila residenti negli ultimi 10 anni. Francavilla è diventata una città aperta, che attira investitori. Pulita, ordinata, sicura, senza macro e microcriminalità».
Quali sono stati i momenti più duri e di maggiore soddisfazione di questo decennio?
«Quello più difficile lo trovo all’inizio del mio percorso, quando dopo soli otto mesi, sono stato costretto a dimettermi. Mi sentivo schiacciato da un vecchio modo di fare politica e pensavo che potesse prendere il sopravvento sulle mie idee e sulla mia forza. Mi sembrava di stare nella condizione di chi provava a spostare una montagna. Non vedevo i risultati dell’azione amministrativa e dell’enorme sacrificio che stavo mettendo in campo. Al contrario, il momento più alto è stato quando ho visto che si poteva amministrare bene ed è culminato con alcune grandi opere, come l’abbattimento di palazzo Sirena, la realizzazione della pista ciclopedonale nord, o della caserma dei carabinieri. E soprattutto quando ho percepito nella città il risveglio del senso di comunità che non c’era quando mi sono insediato».
Qual è il suo futuro in politica?
«Certamente in Regione. A breve annuncerò un’iniziativa politica in tal senso. Stiamo formando una forte squadra perché riteniamo che l’Abruzzo abbia bisogno di alzare il livello della classe dirigente e quindi metterò al servizio della Regione l'esperienza che ho accumulato».
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