Dieci anni di emozioni: l’Orfeo folle in festa

PENNE. Dieci anni di emozioni e passione. Dieci anni di teatro dell’associazione culturale teatrale compagnia dell’Orfeo folle di Penne. Venerdì sera la compagnia teatrale pennese ha festeggiato i...
PENNE. Dieci anni di emozioni e passione. Dieci anni di teatro dell’associazione culturale teatrale compagnia dell’Orfeo folle di Penne. Venerdì sera la compagnia teatrale pennese ha festeggiato i suoi primi dieci anni di impegno e attività organizzando e offrendo alla città due eventi (gratuiti) mirati a promuovere il tessuto culturale pennese. L’assessore comunale Gilberto Petrucci, prima dell'inizio dell'opera teatrale "No, storia di un rifiuto" (interpretato da Giacomo Vallozza e con la regia di Giancarlo Gentilucci), ha consegnato al presidente della Compagnia dell'Orfeo folle, Irene Cocchini, un riconoscimento istituzionale per le tante iniziative culturali organizzate nella comunità pennese durante questi anni.
«Quando nel 2009 abbiamo iniziato questa avventura non avevamo idea delle esperienze che negli anni avremmo vissuto, degli incontri che avremmo fatto, dei tanti momenti di condivisione e di riflessione che ci avrebbero accompagnati», racconta Irene Cocchini. «Dieci anni fa, un gruppo di giovani di Penne, con la passione per il teatro, ha immaginato che anche nel nostro paese qualcosa potesse muoversi, attraverso il linguaggio teatrale: ha immaginato e poi ha portato avanti un progetto importante, che negli anni ha visto realizzati tanti spettacoli, incontri culturali, rassegne teatrali, collaborazioni con vari Comuni abruzzesi, con le scuole, con le tante associazioni che operano sul nostro territorio. Sempre con le proprie forze e con la voglia di raccontare storie. Negli anni», prosegue la presidente della compagnia «i finanziamenti per la cultura sono stati depotenziati e solo attraverso l’autonomia decisionale, organizzativa e finanziaria è possibile reagire all’inerzia culturale e al torpore a cui, soprattutto i cittadini dei piccoli centri, sembrerebbero ormai abituati. Ma non è così: non ci si abitua, non vogliamo abituarci. Le persone hanno bisogno di condividere spazi dedicati alla riflessione, al confronto, alla bellezza e il teatro è certamente un veicolo fondamentale per attuare tutto questo», ha sottolineato ancora Irene Cocchini. Dieci anni di attività dell’Orfeo folle nonostante che a Penne manchi un teatro. «Già, è vero. A Penne manca un teatro, o uno spazio teatrale comunale, ormai dal dopoguerra. Questo inibisce le iniziative che invece potrebbero essere portate avanti se ci fosse uno spazio adeguato: dove c’è un teatro si muovono idee e giovani, ci si relaziona, si costruisce, si combatte, si sogna, si vive. Il teatro è un bisogno, lo è sempre stato, sin dall’antichità: risponde al bisogno estetico, etico, politico di una comunità intera. Ecco perché siamo qui, nonostante tutto», conclude la presidente della compagnia dell’Orfeo folle.

