Dieci monitor nell’area di risulta

Entro la primavera saranno installati 69 impianti in tutta la città
PESCARA. Sono almeno 69 le telecamere da posizionare sul territorio per renderlo più sicuro. Dieci delle quali, nei piani dell’amministrazione, sono previste nell’area di risulta, il mega parcheggio a due passi dalle vie dello shopping, negli ultimi mesi protagonista di diversi fatti di cronaca, tra cui lo stupro dell’estate scorsa. L’allarme sulla sicurezza è alle stelle in queste ore in città, dopo la rapina a fucili spianati, giovedì scorso, nella gioielleria Officine Complicato di piazza della Rinascita. I commercianti del centro, molti dei quali hanno già da tempo installato telecamere nei loro esercizi, si stanno organizzando per il potenziamento dei sistemi di sicurezza, oltre a richiedere sempre maggiori controlli delle forze dell’ordine e l’istituzione di ronde cittadine. I 69 occhi elettronici dovrebbero entrare in funzione su gran parte del territorio, dalla riviera alla Tiburtina, da Pescara vecchia al centro, passando per l’area di risulta, dove nel frattempo il Comune ha potenziato l’illuminazione a giorno da alcuni mesi.
L’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro nei giorni scorsi ha rivelato che in città vi sono circa 200 apparecchi, la metà dei quali «da sostituire» a causa dell’obsolescenza dei sistemi tecnologici. La gran parte delle telecamere in città ha solo funzioni ornamentali. Una manna per i malviventi, le cui azioni criminose, per fortuna, vengono immortalate da videocamere di sorveglianza private. L’assessore ha annunciato che le telecamere sono da «sostituire nelle zone centrali della città. E altri 50 apparecchi sono già stati installati tra il centro storico di Porta Nuova e via Rigopiano. Ma sono ancora da mettere in funzione». In ogni caso, reperimento fondi permettendo, il Comune avrà completato la rete di sicurezza video «entro la prossima primavera», anticipa Teodoro. (c.co.)

