Dieci parti offese per quelle tre esplosioni

18 Marzo 2015

Tra loro ci sono anche i due sopravvissuti della famiglia Di Giacomo, che portano avanti l’attività

PESCARA. Nella consulenza della procura ci sono gli attimi della tragedia del 25 luglio 2013, quella che si è abbattuta su una famiglia nota per la professionalità e per la serietà e per la perizia nell’allestire spettacoli che hanno accompagnato le feste d’Abruzzo.

Quella mattina, nell’esplosione della fabbrica dei Di Giacomo, hanno perso la vita quattro persone e, tre mesi dopo, anche il vigile del fuoco Maurizio Berardinucci, uno dei tanti vigili eroi accorsi sulla collina diventata un inferno.

Sono dieci le “parti offese”, come si chiamano processualmente, del dramma e tra queste anche i due sopravvissuti Giordano e Gianmarco Di Giacomo, testimoni della collina avvolta dalle fiamme e che, nonostante una famiglia così duramente colpita, continuano a portare avanti l’attività. Quella collina si era trasformata in una tomba per Alessio Di Giacomo, 22 anni, corso verso il padre Mauro (45) dopo i primi boati e i primi incendi e verso le altre vittime, lo zio Federico (50) e il cugino Roberto (39), figlio di un altro fratello. Ed è così che la consulenza della procura ricostruisce gli spostamenti dei componenti della famiglia il 25 luglio 2013.

«La mattina del tragico evento», viene ripercorso nella consulenza del pm Andrea Papalia, «Mauro, Federico e Roberto Di Giacomo erano impegnati a movimentare materiale pirotecnico tra il casello tre (il laboratorio della preparazione fuochi) e il casello quattro (il deposito dei prodotti finiti) caricando del materiale pirotecnico sui mezzi della ditta».

Un «movimento errato», come lo chiama il consulente avrebbe innescato «la prima esplosione».

«La seconda», è scritto ancora nella perizia di 199 pagine, «può essere avvenuta immediatamente a valle della prima nei caselli 5, 6 e 7. La terza esplosione avvenuta dopo l’arrivo dei soccorsi», viene ancora ripercorso nel documento, «ha coinvolto il casello 8 che esplodendo ha coinvolto Alessio Di Giacomo che è stato raggiunto da una lamiera del tetto del casello 8 mentre l’onda d’urto ha ferito mortalmente il vigile del fuoco Berardinucci e ferito Giordano e Gianmarco Di Giacomo». (p.au.)

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