«Diffidate dei mega sconti nascondono prezzi gonfiati»

3 Luglio 2018

Il Codacons mette in guardia i consumatori e ricorda: i capi si possono cambiare Secondo le previsioni della Confcommercio si spenderanno circa 98 euro a testa

PESCARA. Ogni famiglia spenderà in media 230 euro per questi saldi. È la previsione dell’ufficio studi Confcommercio nazionale che, per persona, stima un acquisto medio, tra abbigliamento e calzature, di circa 98 euro. Quanto e come i pescaresi rispecchieranno questa media lo diranno i dati finali, anche se il Codacons (il coordinamento per la tutela dei diritti di utenti e consumatori) la vede già comunque nera: «Nei primi giorni di saldi si prevede una buona affluenza nelle vie dello shopping e nei centri commerciali, ma sul lungo periodo le vendite deluderanno le aspettative dei commercianti nonostante la percentuale media di sconto sarà più elevata rispetto al 2017».
Il nemico numero uno, al di là della crisi, resta l’e-commerce: «Oggi», sottolinea il presidente Carlo Rienzi, «i consumatori, grazie all’e-commerce possono trovare articoli scontati tutto l’anno, e per acquistarli non devono nemmeno uscire di casa, basta un clic sul Pc o sullo smartphone». Circostanza ben nota anche alle associazioni di categoria che, come ricorda Confcommercio, hanno chiesto l’introduzione delle tasse sulle vendite on-line.
Ma al di là di previsioni, statistiche e aspettative, i saldi restano un momento favorevole per il consumatore, soprattutto per chi ha le idee chiare e sa già cosa comprare. Un atteggiamento, quest’ultimo che, come ricorda lo stesso Codacons, mette comunque al riparo da acquisti sbagliati. Avere le idee chiare significa essere meno influenzabili dal negoziante e correre meno il rischio di tornare a casa colmi di cose di cui, anche se acquistate a buon prezzo, non si aveva bisogno. È questo uno dei consigli compresi nel decalogo offerto dal Codacons che al punto primo ricorda una cosa che non tutti sanno: «Non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante», fa presente l’associazione, «è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare». E se il cambio non è possibile, perché magari il prodotto è finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi, e non a un buono da tornare a spendere il quel negozio. E per riportare un capo indietro, sottolinea ancora il Codacons, si hanno due mesi di tempo, e non 7 o 8 giorni come spesso viene sollecitato nei negozi.
Quanto alla percentuale degli sconti, il Codacons mette in guardia chi va a caccia del grande affare: «Bisogna diffidare degli sconti superiori al 50 per cento, che spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi i vecchi gonfiati, così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare all’acquisto. «Un commerciante, salvo nell’alta moda, non può avere ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto».
(s.d.l.)
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