«Diffidate di chi promette facili guadagni»

L’associazione di consumatori mette in guardia gli anziani: mai aprire la porta di casa agli sconosciuti
PESCARA. Fingono di essere appartenenti alle forze dell’ordine, addetti delle Poste, avvocati, dipendenti delle società che erogano servizi o corrieri che devono consegnare un pacco. I truffatori escogitano in continuazione strategie nuove e prendono di mira soprattutto gli anziani, essendo quelli che riescono a raggirare più facilmente, magari facendo credere che c’è un nipote in difficoltà da aiutare. Spesso e volentieri si presentano direttamente a casa, riescono ad entrare e a farsi consegnare, o a rubare, soldi o oggetti di valore.
Le indagini delle forze dell’ordine hanno permesso, anche di recente, di identificare e arrestare i presunti autori di diversi colpi ma è opportuno rimanere sempre con gli occhi aperti, senza far entrare in casa persone sconosciute.
L’associazione di consumatori Adiconsum, che ha lanciato l’allarme sulle possibili truffe legate al trading on line, invita a diffidare «di chi promette facili guadagni mediante investimenti o altre procedure che comportano corresponsione di denaro»: prima di procedere è bene consultare un legale di fiducia, o parenti e amici, senza fornire dati personali. E poi è bene sapere che si rischia di «consegnare inconsapevolmente risparmi ai truffatori serali» se si usa la rete in maniera non consapevole. Si deve fare attenzione a scegliere «una password complessa e a tenere riservate le credenziali di accesso alla banca on line, usando un anti-virus e evitando di aprire mail di sconosciuti». Spesso il pericolo arriva in casa ed è per questo che l’Adiconsum invita a «verificare l’identità di chi si presenta» e a «non aprire la porta nemmeno quando vestono un’uniforme o affermano di occuparsi di gas, luce telefonia: queste società non invano mai nessuno a riscuotere a casa. Non credere a chi telefona per chiedere soldi dopo l’incidente capitato a un parente stretto o a chi consegna un pacco ordinato da un familiare».

