«Diga di Campotosto in piena sicurezza»

26 Febbraio 2017

Lo chiede il sindaco di Crognaleto D’Alonzo: serve una struttura resistente a un sisma di magnitudo 7

TERAMO. «La diga di Campotosto deve poter reggere a un sisma di magnitudo 7». A sostenerlo, durante l’incontro dell’Anci, è il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, secondo cui è necessario innalzare il grado di sicurezza della struttura. Non è un numero a caso quello citato dal primo cittadino del Comune teramano, che si trova a pochi chilometri dall'invaso artificiale. D’Alonzo fa riferimento all’allarme lanciato dalla Commissione grandi rischi subito dopo le forti scosse del 18 gennaio su possibili altri eventi sismici di forte entità con epicentro nella zona di Campotosto. «La diga è testata per un terremoto di 6.2», spiega il sindaco, «il margine sta per essere portato a 6.4, ma bisogna fare di più». Per questo sollecita l'Anci, l'associazione di cui è membro del direttivo regionale, a promuovere l'apertura di un tavolo tecnico che studi misure destinate a rendere maggiormente sicura la struttura. D’Alonzo ricorda che la diga sovrasta un ampio territorio disseminato di centri abitati. «Non può essere chiusa né disattivata perché dal suo funzionamento arrivano ristori economici ai comuni e rappresenta comunque un polmone turistico», tiene a precisare, «ma va messa in piena sicurezza». Anche per D’Alonzo servono provvedimenti più incisivi per far fronte all’emergenza. «La partita non è chiusa», osserva, «la nostra gente è in fuga dalle aree interne e il tessuto economico rischia di dissolversi del tutto». Secondo lui è dunque indispensabile l'istituzione di una Zes, zona a economia speciale che superi anche i blocchi imposti dall’Unione europea a misure di detassazione. (g.d.m.)

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