Diga di Penne, allarme Coldiretti «È senza dragaggio da 50 anni»

PENNE. La situazione della diga di Penne preoccupa e non poco il presidente della Coldiretti Penne. Nonostante le piogge cadute ultimamente abbiano fatto gioco alla risalita idrica dell’invaso,...
PENNE. La situazione della diga di Penne preoccupa e non poco il presidente della Coldiretti Penne. Nonostante le piogge cadute ultimamente abbiano fatto gioco alla risalita idrica dell’invaso, restano i problemi legati alla pulizia della Diga.
Il bacino artificiale pennese, che dà sostegno all’economia agricola dell’intera vallata vestina, è senza dragaggio da tantissimi anni. Il livello dell’invaso ha raggiunto ieri i 255.13 metri, in risalita rispetto ai giorni e le settimane precedenti. Il 17 luglio dello scorso anno, senza più piogge, il livello dell’invaso di Penne era di 250.75 metri, poco meno di cinque centimetri rispetto ad oggi.
«Il problema principale resta la capacità di gestire le acque soprattutto in invasi già esistenti», spiega il presidente Coldiretti Penne, Federico Domenicone. «Purtroppo va constatato che con l’attuale situazione del Consorzio di bonifica centro, ancora commissariato, il comparto agricolo circostante si trova un invaso che da ormai quasi 50 anni non ha mai visto un dragaggio dei fondali. L’accumulo dei detriti, provenienti dal fiume Tavo e dal torrente Gallero ha ridotto considerevolmente la capacità contenitiva della Diga. Le condotte per la distruzione di acqua sul territorio, inoltre, necessitano di una forte manutenzione straordinaria per scongiurare tutta la dispersione attuale di acqua».
Scongiurato, invece, sempre secondo il presidente Coldiretti Penne, il rischio siccità nella zona agricola vestina.
«Le nevicate di febbraio e anche quelle venute giù nei giorni scorsi in montagna dovrebbero garantire un livello della diga più che considerevole nei mesi estivi», sottolinea Domenicone. «Penso che sia scongiurato il rischio siccità per le colture primaverili. Attualmente i terreni sono saturi e per i primi caldi estivi l’irrigazione sarà garantita dalla diga quasi piena», conclude.
Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo che si riforniscono costantemente nell’invaso della diga di Penne. La scorsa estate, le carenze di portata idrica provocarono un meno 50% nella produzione di formaggi, mentre nei cereali si registrò una produzione inferiore del 20% rispetto alla stagione 2021. Legate al problema siccità anche le difficoltà del comparto zootecnico, con la produzione di latte che la scorsa estate è scesa di circa il 20-30%.

