Diga foranea, via ai lavori

9 Settembre 2017

Conto alla rovescia per il taglio di 70 metri, ma mancano 20 milioni per i nuovi moli

PESCARA. La data ufficiale non c’è ancora ma, secondo la Regione, mancano soltanto pochi giorni alla partenza dei lavori per il taglio della diga foranea. L’intervento per evitare l’insabbiamento del porto canale è stato al centro di una riunione in Regione convocata, giovedì scorso, dal presidente Pd Luciano D’Alfonso e alla quale hanno partecipato il direttore marittimo di Pescara, ammiraglio Enrico Moretti, l’ingegnere Enrico Bentivoglio del Provveditorato alle opere pubbliche, Giampiero Leombroni, presidente Arap, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, oltre ai tecnici regionali. L’impresa Rcm di Sarno che ha vinto l’appalto da 3,5 milioni con un ribasso d’asta del 29,5% si metterà in moto «al termine della stagione balneare».
Con i lavori, la diga foranea sarà bucata per 70 metri: con questo intervento si spera che il fiume porti in mare aperto i sedimenti evitando così l’accumulo all’imbocco dello scalo. Ma l’apertura della diga è solo il primo passo per cambiare faccia al porto che da almeno 7 anni fa i conti con i fondali bassi: la Regione ha destinato altri 15 milioni del Masterplan alla realizzazione di due nuovi moli guardiani: due moli lunghi circa 400 metri che cancelleranno l’attuale molo nord, dove si trovano gli 8 trabocchi privati che saranno rimossi, e che collegheranno la foce del fiume fino alla diga foranea nel punto che sarà abbattuto. Per realizzarli, però, non basteranno i 15 milioni messi da parte da D’Alfonso: ce ne vorranno 35, in base a quanto riferito da Leombroni durante la riunione. «Leombroni ha fatto il punto sulle attività riguardanti la progettazione dei moli a partire da quello a sud per un importo di circa 15 milioni di euro, già previsti nel Masterplan, rispetto al costo complessivo degli interventi pari ai circa 35 milioni di euro ad oggi preventivati», recita il resoconto dell’incontro fatto dalla Regione. «Si tratta di un fabbisogno finanziario ulteriore di circa 20 milioni di euro che», spiega l’ufficio stampa della Regione, «il presidente della giunta regionale si è impegnato a reperire con le prossime risorse finanziarie disponibili».
Una grande opera che, tra il 2018 e il 2019, potrebbe cambiare il volto di una parte di Pescara. Entro settembre, l’Arap, l’ente incaricato di progettare i nuovi moli, ultimerà gli elaborati e, poi, dovrebbe prendere il via anche la gara d’appalto. Nei tempi di D’Alfonso, i due interventi (taglio della diga foranea e nuovi moli) dovrebbero sovrapporsi: via ai lavori del taglio della diga foranea da metà settembre e, nello stesso periodo, partenza della gara d’appalto per i nuovi moli. Alla fine dei lavori, il porto dovrebbe tornare ad avere una profondità di 8 metri con una darsena commerciale raddoppiata e la possibilità di ospitare navi da crociera.
D’Alfonso ha espresso «soddisfazione» al termine dell’incontro: il nuovo porto, ha detto, «consentirà di restituire alla città di Pescara e all’Abruzzo un’infrastruttura portuale di grande importanza per la quale tutte le parti in causa hanno assicurato e confermato la massima attenzione possibile per garantire la ripresa e/o il mantenimento delle attività economiche che sono state duramente colpite in questo periodo di criticità». (p.l.)
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