Diga, livello d’acqua troppo basso Scatta l’allarme per le coltivazioni
Il presidente della Coldiretti Domenicone avverte: «Ora sono a rischio frumento, orzo, farro e fieno» In difficoltà oltre 400 aziende che si riforniscono nell’invaso gestito dal Consorzio di bonifica centro
PENNE. Assenza di precipitazioni, poca neve, e in alcuni casi ciliegi e mimose già in fiore. Anche nell'area vestina inizia a preoccupare l'emergenza siccità, soprattutto per il comparto agricolo. Ad oggi, nello scenario attuale, le probabilità di ritrovare ad affrontare un’altra stagione in piena emergenza siccità sono molto elevate. Si spera ora nell’arrivo dell’annunciata perturbazione con pioggia e neve, importanti per aiutare i cereali in campo e consentire le lavorazioni dei terreni per preparare le semine primaverili in una situazione in cui si registra un grave deficit idrico.
«Il livello dell'invaso della diga è basso e considerando che siamo ormai a marzo, difficilmente si registrano elevate precipitazioni, rischiamo di avviarci ad una stagione estiva davvero complicata», spiega il presidente Coldiretti Penne, Federico Domenicone. Le preoccupazioni principali provengono dal settore cerealicolo. «Il rischio è che le semine di frumento duro, frumento tenero, orzo, farro non germoglino perché imprigionate sotto il terreno indurito», spiega ancora Domenicone. A rischio anche la produzione di fieno.
«Nella stagione estiva si fanno normalmente quattro sfalci complessivamente, c'è il rischio che ciò non avvenga, così come accaduto lo scorso anno, con un conseguente aumento del costo del fieno», avverte il numero uno di Coldiretti Penne. Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo che si riforniscono costantemente nell’invaso della diga di Penne, gestito dal Consorzio di bonifica centro. Dalla diga di Penne proviene l’approvvigionamento dei territori di Loreto Aprutino, Collecorvino, Cappelle, Moscufo, Penne e Città Sant’Angelo, giusto per rimanere nell’ambito vestino.
Va poi considerata anche la situazione riguardante la salute del bestiame, che va in difficoltà con temperature superiori ai 25 gradi. Per mantenere le stalle a una temperatura accettabile gli allevatori sono costretti ad accendere con più frequenza la ventilazione, con un conseguente aumento dei costi di energia, lievitati in maniera esponenziale. Complicato anche l’abbeveraggio degli animali d’allevamento», chiarisce Domenicone. Secondo i dati di del Consorzio di bonifica centro ieri il livello della diga di Penne era di 247,95 metri, ben al di sotto della portata massima. «Credo sia il caso di investire sui consorzi di bonifica, dato che quello della nostra diga è commissariato e pare non abbia presentato nessun progetto per fondi Pnrr e, data ormai la siccità ricorrente negli anni, sarebbe opportuno intervenire con una politica di gestione delle acque più efficiente».

