Dighe a rischio, c’è l’interrogazione

D’Alfonso scrive a tre ministri: «In Abruzzo strutture senza piani d’emergenza»
PESCARA. «In Abruzzo, regione ad alta fragilità sismica, sono attive 14 dighe nazionali, 53 regionali e 2.364 invasi ex provinciali. Tra questi, è presente il secondo bacino più grande d’Europa, l’invaso di Campotosto, che si trova su una faglia parzialmente riattivata dalle scosse telluriche verificatesi in Abruzzo». Così scrive il deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, in una interrogazione parlamentare ai ministri delle Infrastrutture, del Lavoro e per la Protezione civile, a quasi tre settimane di distanza dalla tragica esplosione nella centrale idroelettrica di Bargi gestita da Enel Green Power sul lago di Suviana, nel Bolognese, costata la vita a sette operai. Ai tre ministri, il parlamentare abruzzese chiede innanzitutto di attivarsi per «contrastare il fenomeno degli incidenti sul lavoro; per avere la certezza dell’applicazione di un manuale di manutenzione costantemente aggiornato; per instaurare una collaborazione con le regioni nella gestione degli invasi, in caso di interventi urgenti». L’idroelettrico è la chiave della transizione energetica perché rappresenta la fonte di energia pulita per eccellenza «e non si può consentire che la carenza manutentiva dei bacini provochi incidenti che, oltre all’inaccettabile perdita di vite umane», sottolinea D’Alfonso, «comportano danni per centinaia di milioni di euro, la chiusura della diga e analisi ingegneristiche complesse di lunga durata». Risale al 2017 la sollecitazione del deputato dem, all’epoca presidente della Regione, che diede il via alla redazione per le "grandi dighe" dei documenti di Protezione Civile, «ma ad oggi, dopo ben sette anni», denuncia D’Alfonso nell’interrogazione parlamentare, «questo manca ancora per quattro dighe regionali e non sono ancora disponibili tutti i Piani di emergenza». (l.c.)

