Diodati: «Con il centrosinistra ho chiuso»

L’ex assessore dimissionario si sfoga: Alessandrini mi ha scaricato, con il Pd la frattura è insanabile
PESCARA. «Se la mia lista civica dovesse avvicinarsi al centrosinistra, io non mi candiderò più alla Regione». «Con il Pd la frattura è insanabile». E ancora: «Sono stato accusato ingiustamente di aver favorito il centrodestra alle elezioni provinciali e Alessandrini non mi ha nemmeno difeso». Giuliano Diodati ha un conto aperto con il centrosinistra. A quattro giorni dalle sue dimissioni, l’ex assessore comunale, braccio destro di Donato Di Matteo, finalmente si sfoga e racconta alcuni retroscena che lo hanno portato a rompere definitivamente i ponti con la maggioranza di cui faceva parte. Lui, ex esponente del Pd, ora appare uno dei nemici più agguerriti dei dem.
Ci racconta cosa è accaduto?
«Tutto parte dalle elezioni provinciali. Io, facendo parte della lista civica Abruzzo insieme (fondata da Di Matteo, ndr), avevo avvertito il sindaco che ci sarebbero state delle difficoltà. Per questo, si era deciso di fare un tavolo politico con la partecipazione di Abruzzo insieme prima del voto. Stessa richiesta era stata fatta per un confronto dopo il voto».
E invece...?
«Lunedì scorso, ci saremmo dovuti vedere per trovare una sintesi politica con la mia lista civica. Invece, io ho ricevuto una richiesta dal sindaco di presentare le dimissioni in busta chiusa. Lui le avrebbe congelate in attesa di una decisione. Mi sono sentito preso in giro. Lui doveva essere il primo a difendermi essendo io, come assessore, un suo uomo di fiducia».
Poi che è successo?
«Nel pomeriggio di martedì, alle 15,30, sono andato in Comune. Ho scritto le dimissioni irrevocabili e le ho consegnate al sindaco».
Rottura totale, dunque.
«Questa decisione crea una frattura insanabile con il Pd e con il centrosinistra. Ormai mi sento distinto e distante dal centrosinistra. Ma già da qualche tempo non condividevo più alcune scelte e alcuni progetti».
Ad esempio?
«Penso al progetto per l’area di risulta che sembra partorito da chi in questa città non ci vive e, quindi, non ne conosce le esigenze e le difficoltà. Non si può abdicare per 20 anni dalla gestione dei parcheggi di una zona strategica della città facendolo a discapito dei cittadini. Poi, ricordo i problemi registrati l’estate scorsa con i parcheggi sulla strada parco. Io ero contrario, avevo proposto in alternativa dei bus navetta per il trasporto dei cittadini che andavano al mare. Invece, l’amministrazione ha voluto i parcheggi. Un progetto ostacolato da noi quando eravamo all’opposizione. Inoltre, sono stato contrastato anche quando ho presentato il progetto per riqualificare lo storico campo Rampigna. La maggioranza voleva utilizzare i soldi per le strade».
Si candiderà alle elezioni regionali?
«Se la mia lista civica dovesse avvicinarsi al centrosinistra, non mi candiderò più».
Vuol dire che è passato con il centrodestra?
«Essendo la nostra una lista civica, dobbiamo dialogare con tutti anche con il centrodestra. Ma ripeto. Io personalmente non ho fatto nulla per favorire il centrodestra alle scorse elezioni provinciali, non ho votato e sono stato costretto a dimettersi. Qualcun altro, invece, avrebbe votato per Vincenzo Catani, candidato dalla nostra lista civica e ora potrebbe diventare assessore. È il colmo». (a.ben.)
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