Diodati e Santavenere abbandonano Di Matteo

6 Gennaio 2019

Svolta a destra dei due ex del Pd: «Aderiamo alla civica di Zelli, Azione politica» Ma solo l’ex assessora si candida alle regionali, l’altro attende le comunali 

PESCARA. Donato Di Matteo è stato abbandonato dai suoi amici più fedeli, quelli che lo hanno seguito anche quando ha deciso di rompere con il Pd, dopo anni di militanza a sinistra. Ieri Giuliano Diodati e Sandra Santavenere, entrambi ex assessori dell’amministrazione Alessandrini e tutti e due, di fatto, estromessi dalla giunta per far posto ad altri, hanno annunciato ufficialmente la loro svolta a destra e l’adesione al movimento civico di Gianluca Zelli, Azione politica. Presenti tutti e tre, ieri, alla conferenza stampa nella sede elettorale aperta in piazza Salotto.
Una scelta importante, quella dei due ex amministratori comunali, che segna un cambiamento nel panorama politico regionale. Tra l’altro sia Diodati, che Santavenere, vantano consistenti serbatoi di voti che hanno consentito ai due politici di essere eletti in consiglio comunale nelle liste del Pd nel 2014. Voti che ora, forse, transiteranno dal centrosinistra al centrodestra. La decisione del consigliere regionale Donato Di Matteo di riavvicinarsi al centrosinistra, dopo averlo combattuto e dopo aver contribuito alla sua sconfitta alle elezioni provinciali presentando un proprio candidato alla presidenza per spaccare la coalizione, evidentemente non è stata apprezzata dai due ex assessori. Di Matteo, tuttavia, non si è ancora schierato ufficialmente in vista delle prossime elezioni regionali, ma ha dichiarato più volte di essere pronto a sostenere la candidatura a presidente di Giovanni Legnini.
Diodati e Santavenere, per ovvie ragioni non più in buoni rapporti con il centrosinistra dopo l’uscita dalla giunta, hanno pensato bene di proseguire la strada che, in un certo senso, Di Matteo aveva intrapreso durante la campagna elettorale delle provinciali. C’è chi ha sospettato allora accordi segreti, peraltro sempre smentiti, tra lui e i responsabili locali di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.
E ieri i due ex assessori hanno giustificato così la loro svolta a destra. «Ho visto in Azione politica», ha detto la Santavenere, «un progetto che rispecchia il mio pensiero, ovvero rimettere al centro la politica, fatta con le persone con l’obiettivo reale di incidere sui problemi del territorio con competenza. Mi sono sempre impegnata e continuo a farlo, perché ho due figlie adolescenti e sento la responsabilità dei mio contributo personale per migliorare il futuro, proprio a partire dai giovani». Rispetto alle accuse di aver abbandonato il Pd, l’ex assessora ha ricordato che «nonostante il consenso ottenuto alle scorse amministrative, il Pd ha preferito non contare più sulla mia figura, tradendo la fiducia di 1.083 elettori». La Santavenere si candiderà, dunque, al consiglio regionale.
Invece, Diodati non correrà. Forse, si ripresenterà alle prossime comunali. «Con Zelli», ha affermato, «abbiamo deciso di costruire un percorso comune, condividendo programma e azioni sul territorio e mettendo in campo la nostra migliore risorsa, Santavenere».
«Crediamo», ha aggiunto, «nei valori del civismo, in un momento in cui i partiti sono allontanati dalle persone e c’è bisogno di recuperare, con ascolto e concretezza, i cittadini». Soddisfazione da parte del coordinatore regionale del movimento civico. «Santavenere e Diodati», ha commentato Zelli, «possono dare ad Azione politica un contributo di competenza ed esperienza».
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