Dipendente comunale assolta dopo sette anni dall’accusa di falso

PESCARA. A sette anni di distanza dai fatti contestati, arriva la sentenza di primo grado a carico di una dipendente del Comune di Pescara, accusata di falso in concorso con altre tre persone, una...
PESCARA. A sette anni di distanza dai fatti contestati, arriva la sentenza di primo grado a carico di una dipendente del Comune di Pescara, accusata di falso in concorso con altre tre persone, una delle quali nel frattempo deceduta. Antonella Baldonero, impiegata dell’ufficio Anagrafe in servizio nella circoscrizione di Piazza Grue, finì coinvolta in tre distinti procedimenti penali istruiti da altrettanti magistrati della procura di Pescara. I fatti risalgono al 2014/2015 e sono relativi ad alcune pratiche che sarebbero state istruite e completate dalla dipendente, in relazione ad altrettanti passaggi di proprietà di auto e motorini.
Era da poco stata concessa ai Comuni la possibilità di effettuare queste pratiche, una volta riservate soltanto ai notai. L’imputata, unico pubblico ufficiale sotto processo (gli altri due sono cittadini che si rivolsero a lei per concludere le pratiche di passaggio di proprietà, mentre il quarto imputato, quello deceduto durante il procedimento, era titolare di una agenzia di pratiche automobilistiche), difesa dagli avvocati Luca Torino Rodriguez e Corradino Liberatore Del Peschio, è stata assolta con la formula piena per cinque capi di imputazione, e per altri due capi “perché il fatto non costituisce reato”: gli altri due imputati, Tiziano Di Fulvio e Ruggiero Valerio, assolti anche loro con formula piena.
I due legali, che già nella fase preliminare del procedimento erano riusciti a far riunificare i tre fascicoli davanti allo stesso gup, trattandosi di fatti analoghi e che coinvolgevano a turno anche gli stessi indagati, sono riusciti a smontare il teorema accusatorio, prospettando al giudice monocratico una visione diversa degli accadimenti, tanto da arrivare a strappare un'assoluzione con formula piena che in sostanza cancella quelle accuse che vennero formulate nel 2016, quando la procura avviò le indagini in quei tre procedimenti.
Nei capi di imputazione, che si ripetono in relazione alle ipotizzate condotte illecite della dipendente comunale, si contestava il fatto che Baldonero, incaricata di autenticare le sottoscrizioni dei dichiaranti negli atti di vendita di autoveicoli, per la successiva trasmissione al Pra e all'Aci, avesse eseguito le operazioni non in presenza dell'interessato e qualcuna anche in date diverse da quelle riportate in atti. Ma il dibattimento, grazie anche alle tesi prospettate dai due difensori, ha portato il giudice ad emettere una sentenza di piena assoluzione.
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