«Dipendo in tutto da qualcuno»

PESCARA. «Ho bisogno di qualcuno sempre, in tutti i momenti della mia giornata. Per fare tutto. Per di più non una persona qualsiasi ma qualcuno che sia abbastanza forte da potermi sollevare. Di...
PESCARA. «Ho bisogno di qualcuno sempre, in tutti i momenti della mia giornata. Per fare tutto. Per di più non una persona qualsiasi ma qualcuno che sia abbastanza forte da potermi sollevare. Di notte per potermi girare nel letto ed evitare le piaghe da decupito oppure per mettermi l'ossigeno, di giorno per lavarmi, per andare in bagno, per vestirmi, per prepararmi da mangiare, per pulire la casa. Per ora riesco ancora a muovere un po' le mani e quindi mangio da solo, ma non riesco a versarmi neanche l'acqua nel bicchiere». Camillo Gelsumini ha 61 anni e da 15 è seduto sulla sedia a rotelle per la progressione della sua malattia, la distrofia muscolare. Per il suo impegno è diventato responsabile dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare per il territorio di Chieti-Pescara. A lui si riconducono molte battaglie per i diritti dei disabili. «Dipendo in tutto e per tutto da qualcuno, quindi mi aiuta un badante che pago per il 40 per cento con un assegno che ho ottenuto dal Comune di Montesilvano, dove abito, al quale ho presentato un progetto con determinati obiettivi per l'assegnazione di un fondo che può essere assegnato dalla Regione ad Enti d'ambito. In pratica», spiega Gelsumini, «la Regione emette delle linee guida e, se il progetto rientra in queste linee, attribuisce una cifra al disabile con la quale quest'ultimo si deve impegnare ad assumere una persona per aiutarlo. Ma la cifra copre meno della metà dello stipendio di un badante. Per fortuna io ho potuto lavorare per trent'anni e quindi ho una piccola pensione alla quale si aggiungono la pensione di invalidità e quella di accompagnamento. Solo così riesco a tirare avanti, considerando che ho da pagare tutte le utenze di casa e fare la spesa. Peggio di me stanno la maggior parte delle famiglie con le mamme che badano ai figli disabili perché non riescono ad accedere ai contributi».

