«Diritto allo studio, legge di 46 anni fa»
Gileno, segretario dei Giovani democratici, chiede un cambio di passo alla Regione
PESCARA. «L'Abruzzo soffre di un preoccupante tasso di abbandono scolastico: secondo gli ultimi dati si attesta oltre il 9%. A questo si aggiunge il drammatico calo demografico, che sta portando molte scuole a chiudere o a ridimensionarsi, con classi sempre più vuote e territori, interni per lo più, sempre più desertificati. A fronte di questi problemi, la legge regionale sul diritto allo studio è ferma al 1978». Comincia così l’analisi di Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici. «Sono passati 46 anni e il mondo è cambiato in modo radicale, ma la nostra normativa è rimasta immutata, non riuscendo più a rispondere alle esigenze degli studenti di oggi. È inaccettabile che una regione con le potenzialità dell'Abruzzo non abbia ancora aggiornato una legge così cruciale per il futuro dei suoi giovani», rimarca Gileno, «noi Giovani Democratici abbiamo presentato una proposta di legge sull’argomento: se ne discuta in Consiglio regionale».
Ma c’è di più. Non meno grave – dice - è il recente aumento dei costi dei trasporti pubblici del 20%, “che penalizza ulteriormente le famiglie già messe a dura prova da un contesto economico difficile». E ancora: «Senza un adeguato piano di promozione culturale, ridotto a sporadici festival estivi, e con biblioteche regionali allo sbando, aperte per poche ore e spesso abbandonate a loro stesse, stiamo assistendo a un lento ma inesorabile declino culturale che impoverisce tutti».
E poi c'è la ferita più profonda, quella che segna il nostro territorio: la ricostruzione post-terremoto.
«Oggi all'Aquila inizierà l'ennesimo anno scolastico senza vere scuole», accusa il giovane Dem, «per il sedicesimo anno consecutivo, le lezioni si terranno nei moduli prefabbricati provvisori installati dopo il sisma del 2009. È un fatto che non possiamo più accettare. Negli ultimi anni sono state inaugurate solo tre scuole, mentre di altre nove sono stati appaltati i lavori e sei sono ancora in fase di progettazione. Per molti studenti aquilani, ciò significa aver frequentato – elementari, medie e superiori nei Musp».
L’intervento si conclude con un forte appello: «Serve un cambio di passo affinché ogni studente abbia un'istruzione di qualità, in strutture sicure, con una visione culturale che guardi al futuro». (l.c.)

