Disabile nella casa tugurio «I muri cadono a pezzi»

Il vice presidente del consiglio regionale Pettinari mostra come vive un invalido «Muffa alle pareti e finestre rotte: Comune, Ater e Asl intervengano adesso»
PESCARA. «Ci morirò in mezzo a questa muffa se nessuno mi aiuterà». Gli occhi di Francesco Paoletti, 62 anni, pasticcere di Berardo e Camplone in pensione, una patologia cardiaca e una invalidità riconosciuta al 100%, sono umidi di rabbia. La sua è una storia di dignità e disperazione denunciata ieri mattina dal vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S), contattato dall’inquilino: «Comune, Regione, Ater e Asl intervengano immediatamente. In questa casa-tugurio vive un uomo disabile, sofferente, che non riesce più andare avanti. Come questa», accusa il vicepresidente del consiglio regionale, «sono tantissime le abitazioni che versano in questo stato di degrado, peggio delle stalle».
Da 6 anni Francesco vive in un appartamento dello stabile Ina Casa, oggi gestito da Comune e Ater, al civico 62 di via Rigopiano, nel quartiere San Giuseppe. In meno di 60 metri quadrati, divisi col fratello Sante, disoccupato, c’è tutta la sua vita. I mobili si staccano dalle pareti con l’umidità, libri e scatoloni sono ammucchiati uno sull’altro e nella camera in cui dorme, con i muri ammuffiti e anneriti, c’è persino un congelatore. Gli spazi sono ridotti, le finestre cascano a pezzi, uno strofinaccio tappa i bordi per evitare gli spifferi e la ventolina è bloccata dal nastro adesivo. L’edificio non ha l’ascensore e per rientrare in casa, al terzo piano col sottotetto fradicio, Francesco, un figlio di 34 anni «che mi aiuta tanto» ma che vive altrove, deve salire 45 scalini appoggiati su muri con l’intonaco che si sbriciola. Da dieci anni l’uomo percepisce una pensione di 300 euro al mese, parte dei quali se ne vanno per l’affitto: «All’inizio erano 16 euro, poi 86 e adesso 56. Ho pagato ogni mese regolarmente ed ecco come vivo. Qui dentro ne ho buttate di lacrime, ci morirò se qualcuno non mi aiuta», si rammarica, «ho chiamato Ater e Comune più volte, mi dicono sempre: arriviamo, ma non si vede mai nessuno».
«Non solo ha versato tutti i canoni, ma è anche a credito di 2.500 euro perché ha pagato più bollette del dovuto», puntualizza Pettinari che ha già annunciato il primo provvedimento: «Scriverò a Regione, Comune e Ater e solleciterò una visita ispettiva della Asl per un sopralluogo. Ne ho visti tanti di casi al limite, ma entrare in questa abitazione mi ha fatto male. Qui vive un uomo impossibilitato a lavorare a causa delle sue patologie, che a fatica deambula e si muove all’interno di quattro mura dove i mobili sono posizionati in maniera irregolare per non entrare a contatto con i muri ammuffiti. La parete della camera da letto è completamente bagnata», prosegue il pentastellato, «rendendo l’ambiente destinato al sonno, insalubre e dannoso per la salute, già compromessa. Chiedo alla Regione, proprietaria delle case, di attivarsi subito per i lavori di ristrutturazione e, al Comune di Pescara, di competenza, di intervenire per trasferire Francesco in un ambiente più salutare perché in questo alloggio è impossibile vivere dignitosamente».

