Disabili in piazza per una pensione equa

8 Febbraio 2019

L’Associazione Carrozzine determinate chiede di portare l’indennità per l’invalidità da 285 a 780 euro come era stato promesso

PESCARA. In piazza, oggi pomeriggio, ci sarà anche Mirko Salvatore, 24 anni da compiere, di Città Sant’Angelo, studente di ingegneria all’Aquila (mancano 12 esami) dove vive cinque giorni su sette per tornare a casa dei genitori nel fine settimana. È invalido al 100%, e per questo percepisce la pensione, ma non basta. Con 285 euro non c’è spazio neppure per i progetti di vita, per i sogni.
Cosa farebbe con una pensione più alta?
Vorrei andare a vivere da solo, ma non posso perché oltre a pagare una casa dovrei pagare una persona che si occupi di tutte le cose che non posso fare. E poi vorrei frequentare una scuola per programmatori di videogame ma costa 500 euro al mese (per 10 mesi).
Anche sua sorella percepisce la pensione di invalidità. Ma sembra essere un ostacolo.
Sì. Io e mia sorella Stefania (27 anni) percepiamo entrambi la pensione. E per questo a mio padre, che prima lavorava in proprio e ora è disoccupato, non toccherebbe il reddito di cittadinanza. Ora si occupa di noi.
Quale sarebbe la somma ideale?
Con circa 700 euro ce la farei, ma dovrei avere un lavoro: così potrei anche andare a vivere in una casa in affitto. Ma mia sorella, che lavora, non ce la comunque fa perché deve sostenere tutta una serie di spese, nonostante abbia mia madre che la aiuta.
Quali sono le spese da affrontare?
Faccio un esempio: mio padre ha dovuto aggiustare i bagni di casa e attrezzarli per me e per mia sorella, che prima non eravamo invalidi. Servirebbe una persona a casa per assisterci: ora c’è mia madre, ma le togliamo del tempo che lei potrebbe usare per lavorare.
Qual è il significato della protesta, per lei?
Da quello che ho capito, per farsi sentire democraticamente si fa così.
Ci spera?
Sì, anche se non ci credo molto, visto il livello medio di chi sta al governo. Ci sono ministri che non hanno neppure una laurea.
Cosa direbbe per convincere i politici, che in questi giorni sono qui in Abruzzo per la chiusura della campagna elettorale?
Che dovrebbero provare una cosa del genere.
Che reazioni coglie nei suoi confronti?
Non c’è tutta questa discriminazione, specie tra gli anziani. Ma gli ignoranti ci sono, ci sono sempre stati. Però dico che l'umanità è un oceano; se un po' di gocce sono sporche, non tutto l'oceano diventa sporco (sono parole di Ghandi, non mie).
Andrà a votare?
Non ci sono mai andato. E non ci andrò domenica.
Con il voto non potrebbe sostenere questa battaglia?
Voterei persone capaci, con lauree e master, se ci fossero. Il voto deve essere per qualcuno che ha la tua stessa ideologia ma io non mi riconosco in nessuno.
Magari qualcuno le farà cambiare idea in questi due giorni.
Boh, speriamo.
Che cosa direbbe alla classe politica per aprire gli occhi a chi governa?
Direi di mollare tutto per un’ora al giorno e leggere libri: in due anni avremmo una classe politica decente.
Servirebbe?
Leggere sviluppa l’empatia, che vuol dire mettersi nei panni degli altri. Così riuscirebbero a immedesimarsi nella nostra situazione e a risolvere il problema: capirebbero che quei 700 euro ci servono. (f.bu.)
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