Disabilità e sport, ecco i campioni

Sabrina Schillaci e Andrea Silvestrone ospiti di Come Collaboration
PESCARA. La disabilità vissuta come una ripartenza nella vita e non come punto di arrivo. E come una possibilità per aiutare chi soffre. È il concetto espresso da famosi sportivi che per uno strano disegno del destino si sono ritrovati sulla carrozzella dopo anni di invincibile gloria. E che hanno raccontato le loro storie nel corso di un incontro, svoltosi al museo delle Genti e promosso dalla Fondazione “Come Collaboration onlus - Aiuto alla disabilità e sport”. Al dibattito, coordinato dal giornalista del Centro Rossano Orlando, hanno partecipato Sabrina Schillaci, moglie di Davide, che nel 2007 è diventato tetraplegico a causa di un tuffo sbagliato in acqua; Andrea Silvestrone, montesilvanese di origini romagnole, campione di tennis paralimpico affetto da sclerosi multipla, e Alessandro Pompei, amico di Silvestrone.
Ha introdotto i lavori il presidente di “Come”, Francesco Cerritelli, il quale ha raccontato la storia della Fondazione: partita come ente di ricerca in campo prevalentemente osteopatico, ha oggi gruppi di ricercatori in 12 Paesi nel mondo, che lavorano su progetti multidisciplinari. Uno dei progetti più importanti, su cui la Fondazione è particolarmente impegnata, è “Raise” per le cure osteopatiche su neonati prematuri, finanziato anche attraverso l’impresa sportiva “Race across limits” di Sabrina Schillaci.
Orlando ha poi chiesto a ciascuno dei relatori di raccontare la propria storia e la propria sfida. Schillaci ha parlato di come la sua vita sia cambiata, una prima volta quando si è trovata a passare in pochi attimi da essere una brillante e felice professionista alla condizione di assistente a tempo pieno del marito diventato disabile grave per un tuffo sbagliato. Race across limits dimostra come si possano superare limiti nella vita come nello sport facendo anche del bene a se stessi e agli altri. Silvestrone ha ben in mente da tempo la sua sfida: partecipare e, perché no, vincere le paralimpiadi di tennis che si terranno a Tokyo nel 2020. Ha concluso Pompei, che ha raccontato la sua esperienza di amministratore nel Comune di Montesilvano e della sua amicizia con Andrea. Ha parlato di come ascoltare la storia di Andrea e di molti altri come lui, l’abbia fatto crescere come uomo e come amministratore, dandogli nuovi stimoli e idee per aiutare, come soggetto pubblico, coloro che come Andrea vivono una condizione di difficoltà. E’ convinto che il pubblico possa fare molto anche se le risorse sono limitate perché i problemi molto spesso non sono solo di ordine materiale, ma di ascolto e condivisione. Invitata ma assente per altri impegni istituzionali, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, ha fatto sentire la sua presenza con un messaggio nel quale ha ricordato che «il tema della disabilità e dell'inclusione è da sempre uno degli argomenti che sento più vicini. L'Abruzzo viene spesso indicata come una regione non sempre all'altezza dei servizi, ma siamo tra le realtà che si sono più impegnate per dare risposte ai cittadini: dalla legge sui “caregiver” alle norme per il sostegno alle associazioni che si occupano di sport e disabilità.

