Discarica, 9 imputati si difendono in aula Sentenza fissata al 19

6 Dicembre 2014

CHIETI. Le dichiarazioni spontanee rese da nove imputati hanno concluso ieri pomeriggio nella vecchia aula della Corte d'Assise a Chieti gli interventi difensivi nel processo per le cosiddette...

CHIETI. Le dichiarazioni spontanee rese da nove imputati hanno concluso ieri pomeriggio nella vecchia aula della Corte d'Assise a Chieti gli interventi difensivi nel processo per le cosiddette discariche dei veleni di Bussi, che vede 19 imputati accusati di disastro ambientale e avvelenamento di acque. Giudici e avvocati si sono spostati dall’aula consiliare, dove si tengono di solito le udienze, perché non c’era la possibilità di registrare le dichiarazioni degli imputati.

I nove - Camillo Di Paolo, Nicola Sabatini, Mauro Molinari, Giancarlo Morelli, Domenico Angelo Alleva, Nazzareno Santini, Carlo Vassallo e Leonardo Capogrosso e Carlo Cogliati, quest'ultimo ex amministratore delegato di Ausimont - hanno letto dichiarazioni i cui testi sono stati acquisiti agli atti. I nove si sarebbero difesi sostenendo la correttezza del loro operato, qualcuno ignorava persino l'esistenza della discarica di cui ha detto di aver saputo solo al processo. In mattinata erano intervenuti avvocato Marco De Luca per l'ex amministratore delegato di Montedison Guido Angiolini, gli avvocati Tommaso Marchese, che difende Giuseppe Quaglia, e l'avvocato Francesco Centonze per Mauro Molinari.

Ha detto De Luca: «Angiolini aveva incarichi meramente amministrativi e non si è mai occupato dell'ambiente. Non è qui certamente come amministratore delegato di Montedison, perché lo è stato gli ultimi mesi dopo l'uscita di Bondi, quando non c'è più riferimento con le condotte e gli eventi di cui si parla in questo processo. Angiolini era un direttore amministrativo, ma non aveva c competenze e possibilità di spesa e quindi era assolutamente privo della possibilità di essere il garante di una qualunque situazione relativa all'ambiente». De Luca ha concluso chiedendo per Angiolini l'assoluzione perché il fatto non sussiste.

La prossima udienza, il 12 dicembre, sarà dedicata alle repliche dei pubblici ministeri Giuseppe Bellelli e Annarita Mantini, dell'Avvocatura dello Stato e delle parti civili.

L'udienza del 19 dicembre dovrebbe aprirsi con una breve controreplica dei difensori, quindi la Corte, presieduta da Camillo Romandini, giudice a latere Paolo Di Geronimo, si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.