«Discarica di Bussi, subito i lavori»

11 Aprile 2020

Testa (FdI): basta con le incertezze, ora si deve avviare la bonifica

BUSSI. «Dopo anni di incertezze e controversie, il Consiglio di Stato segna una direzione chiara da seguire: la società Edison deve procedere alla bonifica delle ex discariche 2a e 2b a Bussi». Il capogruppo regionale di FdI Guerino Testa commenta così la sentenza emessa la settimana scorsa sulla bonifica della discarica di Bussi.
«Questa sentenza», dice, «sgombera il campo da qualsiasi dubbio e impone alle istituzioni, oggi più che mai, di assicurare l'avvio della bonifica senza ulteriori indugi». «Trattandosi di sito di interesse nazionale», prosegue, «è importante dire chiaramente agli abruzzesi che è compito del ministero dell'Ambiente garantire che si proceda senza ritardi. Per questa area è stata già espletata da anni una gara per la bonifica, aggiudicata in via provvisoria, ad un raggruppamento di imprese». «Nella scorsa campagna elettorale regionale», ricorda Testa, «il ministro Costa è venuto di persona sul nostro territorio ad impegnarsi su questa questione con gli abruzzesi. A Pescara, in particolare, ha promesso l'aggiudicazione definitiva, la firma del contratto e l'avvio dei lavori nel tempo record di una settimana. È passato più di un anno e non è partito alcun cantiere. Infatti, tutto è bloccato sui tavoli del ministero e a nulla sono valse le istanze degli uffici regionali e delle associazioni ambientaliste per conoscere lo stato della procedura e per accedere agli atti. I documenti restano inspiegabilmente nel cassetto, in barba ai tanto acclarati principi di trasparenza e partecipazione».
«Qualche giorno fa», precisa Testa, «le parole del ministro hanno generato ulteriore preoccupazione quando ha paventato possibili diversi utilizzi dei 50 milioni di euro, fondi che sono vincolati e che dovrebbero assicurare l’operazione di bonifica da parte del gruppo imprese aggiudicatarie, cui seguirebbe l’azione di rivalsa nei confronti della Edison che era nelle loro competenze. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha dato mandato per l'azione di risarcimento del danno nei confronti del responsabile della contaminazione, a conclusione del processo penale e il consiglio regionale ha avviato una commissione d'indagine».