Discarica, Di Marco oggi al processo con la fascia tricolore

17 Ottobre 2014

Ieri sopralluogo a Bussi, stamane il nuovo presidente della Provincia a Chieti. E Razzi presenta un’interrogazione

BUSSI SUL TIRINO. Oggi il neo presidente della Provincia, Antonio Di Marco, presenzierà indossando la fascia tricolore all’udienza del processo sulla discarica di Bussi in Corte d'Assise a Chieti. «La indosserò, per la prima volta in questa occasione, per dare un segnale forte e per far sentire la nostra presenza».

Lo ha detto ieri durante il sopralluogo nei siti contaminati di Bussi, insieme ai consiglieri Luciano Di Lorito (sindaco di Spoltore), Annalisa Palozzo (consigliera a Cepagatti) Silvina Sarra (sindaco di Bolognano), Lelia Kechoud (consigliera a Pescara) Mario Lattanzio (consigliere a Popoli) il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, l'ex presidente del consiglio provinciale già sindaco di Torre Antonello Linari, Giovanni Damiani direttore tecnico dell'Arta, Mario Dari rappresentate dell'ufficio del commissario Adriano Goio, e gli ingegneri provinciali Gianfranco Piselli e Paolo D'Incecco.

«Come presidente, ho intenzione di mettermi a disposizione dei sindaci», ha proseguito Di Marco, «che vivono dal 2007 il dramma della discarica di Bussi, viste le responsabilità della Provincia verso i territori interni. Palazzo dei Marmi dovrà svolgere un ruolo di supporto all'accelerazione delle procedure e calarsi dentro al problema, interessando in ogni modo i parlamentari abruzzesi. L'intenzione è quella di coinvolgere mondi finora tenuti lontani da queste operazioni, come l'università, poiché credo che sia nostro dovere interpellare i giovani talenti nostrani per trovare soluzioni efficaci e, soprattutto, economiche e durature». La visita del presidente è stata a sfondo conoscitivo principalmente sulle procedure da attuare come la bonifica e la reindustrializzazione, operazione quest'ultima per la quale il commissario Goio dispone di 50 milioni di euro stanziati con il decreto Mille Proroghe. La bonifica invece spetterà a chi ha inquinato e per questo bisognerà attendere l'esito del processo in corso per individuare i responsabili. Di Marco aggiunge: «Non è stata ancora approvata dal ministero dell'Ambiente lo studio di caratterizzazione dei siti, propedeutico alla bonifica e alla reindustrializzazione. Ci troviamo insomma solo al primo step, manca un masterplan che permetta una visione globale e ponga le basi per una soluzione unitaria, e non sono ancora state reperite le risorse necessarie per il risanamento del sito».

Sul futuro di Bussi, il senatore Antonio Razzi (Fi) ha presentato un’interrogazione al ministro dell'Ambiente.

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