Discarica di Piano D’Orta: ultimatum per la bonifica

PESCARA. Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, che impone alla Moligean di provvedere alla demolizione dei fabbricati presenti sul terreno inquinato di Piano D'Orta, il capogruppo di Fratelli d'It...
PESCARA. Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, che impone alla Moligean di provvedere alla demolizione dei fabbricati presenti sul terreno inquinato di Piano D'Orta, il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale Guerino Testa e il sindaco di Bolognano Guido Di Bartolomeo, da anni impegnati nella battaglia, tornano a far sentire la loro voce. «Dopo la pronuncia del Tar Abruzzo, adesso si è espresso anche il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso presentato dalla società proprietaria dei fabbricati», spiegano i due nel corso di una conferenza stampa, «ora la Moligean esca allo scoperto e provveda entro il termine congruo di 30 giorni, a produrre la proposta progettuale per rimuovere le condizioni di pericolo». Quindi attaccano: «Ci chiediamo come mai sia stato necessario attendere l'intervento della magistratura per porre fine a una vicenda sulla quale c'era il dovere di agire prima», dicono con riferimento al fascicolo aperto dalla procura di Pescara. Quindi ancora: «Quello di Piano d'Orta è infatti un problema sul quale abbiamo acceso i riflettori già da un paio d'anni, parallelamente a al discorso riguardante le discariche 2a e 2b di Bussi. Nel 2018 è stato approvato il progetto di bonifica e di rimozione dei rifiuti, ma l'intervento è rimasto inspiegabilmente appeso alla resistenza passiva del titolare degli edifici del vecchio sito industriale».
Quindi un altro passaggio è quello che riguarda la salute e dei cittadini e il deprezzamento degli immobili che sorgono nelle vicinanze del sito inquinato: «Un oltraggio alla salute di chi abita in quel luogo», dicono i due, «oltre che un grave danno economico per chi si è costruito la casa con i sacrifici di una vita e che adesso vede il suo valore praticamente azzerato». Tra l'altro, sempre Testa e Di Bartolomeo, in passato avevano dato vita a uno studio per verificare l'incidenza delle malattie riconducibili all'inquinamento di quei terreni sul tasso di mortalità registrato nei Comuni interessati. Adesso, come detto dai due, bisognerà attendere un periodo di 30 giorni entro il quale dovrebbe arrivare il progetto di demolizione dei due fabbricati da parte del proprietario. Un fabbricato che «ad oggi presenta anche gravi problemi strutturali», hanno ricordato in chiusura gli esponenti di FdI. Solo dopo la demolizione si potrà procedere con la bonifica del terreno sottostante, nel tentativo di mettere la parola fine su una questione latente ormai da più di 15 anni.

