Discarica di Villa Carmine De Magistris: inquietante

16 Giugno 2019

MONTESILVANO. Il sindaco di Napoli e presidente del movimento Dem, Luigi De Magistris, ha visitato ieri pomeriggio la discarica di Villa Carmine a Montesilvano.«Mi hanno illustrato la situazione e di...

MONTESILVANO. Il sindaco di Napoli e presidente del movimento Dem, Luigi De Magistris, ha visitato ieri pomeriggio la discarica di Villa Carmine a Montesilvano.
«Mi hanno illustrato la situazione e di persona si ha una sensazione ancora peggiore e inquietante», ha riferito De Magistris. «È impensabile che possa protrarsi per tanti anni una situazione come questa». Al sopralluogo alla discarica Sito di interesse regionale (Sir) di Villa Carmine erano presenti anche la consigliera comunale del Pd di Montesilvano Romina Di Costanzo ed esponenti locali del movimento Dem Nuova Pescara e dell'associazione Montesilvano Anno Zero. «Ho scelto di essere qui perché mi sta molto a cuore la tematica ambientale», ha aggiunto De Magistris. «A Napoli abbiamo vissuto l'emergenza rifiuti prima che io diventassi sindaco, so che significa distruggere i territori con complicità, connivenze e indifferenze. Ci vuole una grande mobilitazione civica e popolare per poter scardinare silenzi, distrazioni e atteggiamenti inaccettabili. L'Italia ha bisogno di grandi investimenti pubblici per risanare, rigenerare e mettere in sicurezza il territorio».
«Una città che ambisce seriamente ad avere vocazione turistica con riconoscimenti e bandiere di qualità, non può permettersi di procrastinare all’infinito l’implementazione di soluzioni efficaci e definitive per la nostra discarica dismessa», è intervenuta la consigliera d’opposizione Romina Di Costanzo. «Discarica, identificata all’anagrafe regionale dei siti a rischio potenziale di cui al Dgr 764/2016, che versa in uno stato di grave degrado, in un areale molto sensibile dal punto di vista ambientale e già fortemente compromesso. Non possiamo più permetterci di continuare a sottovalutare i molteplici impatti che il detrattore ambientale comporta, rischi amplificati proprio dalla particolare vulnerabilità del sito, a ridosso dell’alveo fluviale ricompreso nel Sito di interesse regionale». «Non sono più ammissibili interventi tampone di messa in sicurezza di tipo passivo», ha concluso la consigliera. «Occorre un intervento di bonifica attivo, che miri alla rimozione della sorgente inquinante consentendo una soluzione radicale del rischio di inquinamento nella matrice sotterranea, affinché non si continui più a parlare e venerare al contrario la nostra piramide di Cheope in miniatura».