Discarica non autorizzata scatta il sequestro

La polizia stradale scopre in via Raiale un sito in cui erano stoccati rifiuti di vario genere e cavi di rame forse provenienti da furti: denunciati i due gestori
PESCARA. Pur senza avere alcuna autorizzazione avevano messo in piedi un sito di stoccaggio in via Raiale e tra i rifiuti di vario genere accatastati qua e là, c’erano anche fibre ottiche con anima in rame e cavi di rame, per un totale di 4 quintali di materiale verosimilmente rubato e da piazzare sul mercato. E’ finito tutto sotto sequestro dopo l’arrivo del personale della polizia stradale di Pescara che, nel corso di un controllo, ha svelato l’esistenza della discarica abusiva e del materiale presumibilmente rubato.
In seguito all’ispezione, nata come un’attività di routine e poi approfondita, è scattata anche la denuncia a carico dei due che si occupavano dell’area. Sono D.N.M. e D.N.N., di 26 anni, pescaresi, che oltre ad aver violato il Codice dell’ambiente (per ciò che attiene l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata) sono accusati del reato di ricettazione. Il servizio della polizia stradale, diretta da Silvia Conti, era mirato a fare luce sui furti di rame, considerato che spariscono con una certa frequenza quantitativi importanti di questo materiale, non solo ai danni di ditte che lo utilizzano ma anche a danno delle Ferrovie. Proprio nell’area di via Raiale potrebbe essere finito del rame oggetto di furto, considerato che tra le casse ora sotto sequestro ce ne sono alcune che contengono materiale intonso, mai utilizzato prima, che potrebbe essere stato portato via da qualche magazzino. C’erano anche delle matasse di rame allo stato puro, nella discarica, per un quantitativo che ammonta all’incirca a 150 chili, stando a una prima stima. I due denunciati non sono stati in grado di fornire giustificazioni plausibili su quegli scatoloni e sulla loro provenienza, il che avvalora la tesi legata alla ricettazione.
Si tratta ora di capire, e su questo stanno lavorando gli uomini della stradale, se il tutto sia riconducibile o meno alle denunce di furto arrivate alle forze dell’ordine in tempi recenti. Per quanto riguarda la regolarità della ditta si è scoperto che era abusiva perché priva di ogni autorizzazione: l’unico documento trovato sarebbe la licenza, intestata alla madre di uno dei due, per la raccolta ambulante di materiale ferroso. Nell’area di 350 metri quadri, sulla quale c’erano anche dei manufatti, è stato trovato un po’ di tutto, e non solo il rame su cui si concentra l’attenzione degli investigatori: sul terreno sono state rilevate tracce di olio motore, oltre a filtri olio, rottami ferrosi di ogni genere e motori di frigoriferi. Dopo gli accertamenti, il tutto è stato sottoposto a sequestro penale, insieme all’area, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre le indagini proseguono.
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