Discoteche, altro stop: devono restare chiuse

10 Luglio 2021

Si attendeva il via libera da oggi, ma non è arrivato. Padovano: è incomprensibile Bertoni: eppure si balla ovunque. Sebastiani: un danno. Cardelli: sì al green pass

PESCARA. La speranza si è dissolta ieri mattina quando si è capito che non c’era proprio niente da fare per la riapertura delle discoteche, ipotizzata per oggi. I locali da ballo restano chiusi, almeno per il momento, non essendo arrivato il via libera del governo, e il presidente della Confcommercio, Riccardo Padovano, che è stato a Roma proprio per capire come stava evolvendo la situazione, ha solo potuto constatare che «la questione è stata rinviata alla prossima settimana, è tutto bloccato e non riusciamo a capire il perché», ha raccontato «amareggiato» dalla capitale mentre era in contatto con altre realtà, tutte accomunate dalla stessa difficoltà e dal malcontento degli operatori. «Hanno imposto l’uso del green pass per i matrimoni ma mi chiedo a cosa serva se poi domenica sera, in occasione della finale degli Europei, ci sarà il delirio. La gente si riverserà sul lungomare e sarà impossibile fermare i tifosi, così come mi pare che siano ingestibili le spiagge affollate. Non si capisce perché debbano stare ferme le discoteche all’aperto», aggiunge Padovano prendendosela con la «politica rammolita» e facendo notare che pagano le conseguenze di queste scelte non solo le aziende «che subiscono lo stop da 11 mesi, ma anche l’indotto perché in una discoteca lavorano il servizio d’ordine e i dj, ad esempio. Come associazione dobbiamo fare da filtro tra istituzioni e operatori, ma io non contengo più la base, che è arrabbiata. Avremmo accettato di aprire limitando gli ingressi al 50% e con il green pass, ritenendo che sia il male minore, ma non ci è stato concesso neppure questo. Eppure, più si creano restrizioni, più aumenta la tensione».
Sono sgomenti gli operatori del settore pescaresi, a partire da Aldo Bertoni, rappresentante dei locali da ballo di Confcommercio (Silb). «Il presidente Draghi si è preso qualche giorno», e quindi non resta che aspettare ma «siamo scoraggiati perché ormai ci sono assembramenti ovunque e si balla ovunque. Solo noi siamo chiusi, siamo stati dimenticati, eppure ci siamo prodigati per elaborare un protocollo per la riapertura, prevedendo una serie di limitazioni. Tra l’altro siamo gli unici a risultare controllati e controllabili, mentre la movida è incontrollata, e per la finale degli Europei i tifosi saranno uno sopra all’altro». Le reazioni non sono state positive, ovviamente, «perché siamo gli unici a non aver ripreso l’attività. Nonostante questo non ci dicono una parola e non ci danno ristori particolari. Questo è un fallimento di Stato», osserva.
«La situazione nei locali da ballo sarebbe controllabile imponendo il green pass», commenta Stefano Cardelli da Nettuno. E sarebbe anche auspicabile perché «altrimenti si rischia l’abusivismo». Per Cardelli è evidente che c’è «una certa preoccupazione nell’aria», visto che alcuni divieti restano, ma è altrettanto vero che si creano delle disparità perché «alle feste si può ballare e poi nei locali no».
Sperava di poter riaprire questa sera, Gaspare Sebastiani. Per riattivare la pista da ballo del Kalima, nello stabilimento balneare San Marco, ieri erano già in corso i preparativi, quando è arrivata la notizia del prolungamento dello stop. «Tutti gli altri lavorano e noi no», ha commentato. «Ed è un danno perché qui sulla riviera nord non c’è più lo stesso movimento rispetto agli anni scorsi. I clienti vengono a cena, ma il passeggio dopo cena non c’è più. Era legato alla musica, alla possibilità di ballare, e ora si è fermato anche nel fine settimana» che è sempre stato il tempo del divertimento in riva al mare. «La nostra speranza è di riprendere ad agosto e siamo disposti ad accettare delle limitazioni, negli accessi, ricorrendo al green pass. A queste condizioni anche ora ci sarebbe stata la possibilità di riaprire, cioè delle garanzie di sicurezza». (f.bu.)