Disdette a raffica anche per l’estate E per una prenotazione si fa festa

PESCARA. È una perdita emorragica quella che il settore turismo sta subendo dall'inizio dell'emergenza coronavirus. Dopo le prime disdette che hanno riguardato i mesi di marzo e di aprile, non si...
PESCARA. È una perdita emorragica quella che il settore turismo sta subendo dall'inizio dell'emergenza coronavirus. Dopo le prime disdette che hanno riguardato i mesi di marzo e di aprile, non si contano più nemmeno le cancellazioni per i mesi a venire. A gettare benzina sul fuoco, ci sono i costi fissi da mantenere per la gestione delle strutture alberghiere, le utenze, le imposte e i dipendenti, a fronte di zero incassi. «Ho quantificato un danno sul fatturato di almeno 800mila euro», spiega Renato Savini, direttore da 34 anni del Grand Hotel Montesilvano e dell'Eurhotel, due strutture che insieme contano 280 camere per una capienza di 800 persone. I grandi alberghi di Montesilvano vivono molto di turismo congressuale e sportivo, inevitabilmente bloccati dall'emergenza. Le prospettive non sono rosee se si considera che nello stesso periodo del 2019, erano almeno 30 le richieste di preventivo registrate giornalmente dai due alberghi e almeno 15 le prenotazioni per il periodo estivo. «Stiamo ricevendo cancellazioni anche per i mesi estivi e gli eventi sportivi in programma per la fine di maggio e gli inizi di giugno sono fortemente in bilico».
I CLIENTI Ad acuire le preoccupazioni, l'incertezza sul possibile bacino di turisti. Dice Daniela Renisi, presidente dei giovani di Federalberghi: «Molti clienti, che non lavorano da mesi, non avranno a disposizione le ferie e gli stipendi. Tra l’altro, le zone più colpite dalla pandemia sono quelle che storicamente rappresentano il nostro bacino di clientela: Lombardia, Veneto, Piemonte».
I DIPENDENTI C’è poi il problema dei lavoratori stagionali. Nel caso di Eurhotel e Grand Hotel Montesilvano si tratta di 23 persone alle quali nei prossimi mesi, in tempi normali, sarebbero stati attivati contratti a tempo determinato. «È un dolore pensare che queste persone», aggiunge Savini, «oggi si trovano senza indennità di disoccupazione o possibilità di accedere alla cassa integrazione. Le preoccupazioni sono molte, soprattutto perché anche quando l'emergenza rientrerà, la normalità non sarà più la stessa e il turismo subirà una batosta tremenda».
Le cose non cambiano per le strutture alberghiere del resto del territorio. Il Phi Park Hotel Alcione, quattro stelle di Francavilla al Mare, 44 camere, ristorante e centro benessere, è chiuso fino al 3 aprile. L'albergo risente non solo delle cancellazioni registrate almeno fino a maggio, ma anche degli eventi prenotati nel ristorante legati ai banchetti di battesimi, comunioni e cresime. Rinviati, al momento, a data da destinarsi. «Di solito, a Pasqua riusciamo ad avere un'idea sull'andamento dell'estate», evidenzia la responsabile della struttura Enrica Di Pasquale, «ma non quest'anno. Il comparto corporate è bloccato, ma i riflessi negativi sono anche sul leisure». Su 87 camere a disposizione, sono appena due quelle occupate da piloti di elicotteri, in Abruzzo per lavoro, nell'hotel Villa Maria di Francavilla al Mare. Quasi tutti i 50 dipendenti sono in ferie e a breve dovrebbe partire la cassa integrazione. «Il settore congressuale è fermo», dichiara la titolare, «Qualche evento è stato rimandato in autunno, ma fino a settembre è stato tutto annullato. D'altra parte, le persone sono bloccate anche mentalmente e non pensano nemmeno a una ipotetica vacanza». Chiuso ufficialmente fino al 3 aprile, l'hotel Esplanade di Pescara con le sue 150 camere ha registrato il 90 per cento delle disdette fino a settembre. Al momento i circa dieci dipendenti stanno esaurendo le ferie, ma «con i consulenti del lavoro stiamo valutando come precedere anche alla luce dei decreti», dice il segretario della struttura Egidio Paolini. «Il nostro è un turismo business per circa il 70%. Se il mondo del lavoro è fermo, restiamo fermi anche noi. Alla riapertura offriremo quotazioni vantaggiose per reinserire la clientela».
BARLUME DI SPERANZA In tempi dove le cancellazioni si susseguono una dietro l'altra, ricevere una prenotazione per settembre diventa motivo di festeggiamento. «Credo che per il coronavirus il segmento turistico sia il nemico numero uno. L'albergo per definizione è luogo di scambio, di relazione interpersonale», considera Annamaria Bianchi, direttore del Carlton, 64 camere e 15 dipendenti, chiuso dallo scorso 14 marzo. «Le disdette stanno riguardando anche i mesi di luglio e di agosto ed è ogni volta un colpo al cuore, ma nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una prenotazione per settembre. Abbiamo festeggiato sul nostro gruppo WhatsApp». (m.pa.)

