Disoccupato e con moglie disabile: «Qualcuno mi aiuti»
PESCARA. Gira la città a piedi per cercare lavoro. Si ferma davanti ai negozi e chiede ai titolari se hanno bisogno di un autista per trasporto merci o di un magazziniere, i lavori che faceva fino a...
PESCARA. Gira la città a piedi per cercare lavoro. Si ferma davanti ai negozi e chiede ai titolari se hanno bisogno di un autista per trasporto merci o di un magazziniere, i lavori che faceva fino a un anno fa (l'ultimo impiego ai mercati generali della frutta di Villanova), quando è rimasto disoccupato con una famiglia a carico: una moglie disabile al cento per cento, due figli di 19 e 30 anni che non riescono a trovare occupazione e una montagna di debiti contratti con Equitalia. Franco M., 59 anni, e la sua famiglia vivono in un appartamento dell'Ater in via Basento, quartiere San Donato, nei pressi dell'ex sede circoscrizionale. Ottanta metri quadri per 25 euro di affitto al mese «da riverniciare ogni anno a causa della muffa e un altro Natale trascorso al freddo perché la caldaia non funziona, ma non posso permettermi di pagare un tecnico». Fino al prossimo aprile, il signor Franco potrà contare sui 750 euro mensili della disoccupazione che vanno ad aggiungersi alla pensione di invalidità della consorte di appena 270 euro mensili. Ma aprile arriva presto, i compensi della disoccupazione finiranno e la ricerca di un lavoro diventa impellente. «Perché 4 persone non possono certo vivere con meno di 300 euro al mese. Non so più che cosa fare», spiega l'ex magazziniere e autista di camion e furgoni con patenti A – B – C – D – CQC e Carta Tachigrafa, «sono quasi senza speranze. E' da più di un anno che sono senza lavoro, e anche i miei figli lo sono, malgrado la ricerca forsennata di un impiego. Nella nostra casa, purtroppo, le risorse economiche sono quasi esaurite del tutto. Ho diversi debiti, 6000 euro solo con Equitalia, qualche altro migliaio con le finanziarie e non riesco più a pagare nessuno. Ho mandato molti curriculum e non è servito a niente, giro a piedi la città per chiedere ai commercianti se hanno bisogno di un aiuto, posso arrangiarmi a fare tutto. Abbiamo provato anche a presentare più volte la domanda per la legge 104, ma ci è stata rifiutata in quanto per lo Stato mia moglie “cammina ancora con le sue gambe”. Ho anche scritto al sindaco Marco Alessandrini e al presidente della Provincia Antonio Di Marco, ma non ho ricevuto risposte. Non so più come muovermi e che fare, mi sento abbandonato da tutti. Non voglio l'elemosina, solo un lavoro dignitoso, sono alla disperazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

