Dispersi, in cento li cercano ancora

28 Gennaio 2021

Corsa contro il tempo per salvare i quattro travolti dalla valanga Resta un giorno prima che a 1.800 metri di quota torni il maltempo

MASSA D’ALBE. Si scava in quota e si spera a valle. Dove il Monte Velino tiene prigionieri quattro figli di Avezzano, un centinaio di soccorritori da tutta l’Italia cerca tracce di Tonino Durante, 56 anni, Gianmauro Frabotta, 33, Gianmarco Degni, 26, e la fidanzata Valeria Mella, 25. Ma le attività restano proibitive, visti gli accumuli di neve che in alcuni punti superano i nove metri.
È stato accertato che la valanga che ha travolto i quattro avezzanesi ha una larghezza di 200 metri e una lunghezza di 600, più di dieci campi di calcio.
QUINTO GIORNO. Stamattina si riprende, per il quinto giorno. Sperando di avere dei risultati prima che le condizioni meteo peggiorino (domani).
ESPLOSIONI E RINFORZI. Almeno cinque le cariche fatte esplodere ieri poco dopo le 7.30 dallo speciale elicottero arrivato da Aosta. Il giorno prima il prefetto Cinzia Torraco ha autorizzato l’intervento atto a provocare il distacco degli accumuli di neve sui crinali che sovrastano la vallata dove si concentrano le ricerche. Ieri al personale di Soccorso alpino, Guardia di finanza, vigili del fuoco e 9° Reggimento alpini dell’Aquila si è aggiunto un reparto speciale della polizia di Stato del centro addestramento alpino di Moena (Trento).
NEVE COME CEMENTO. Trasportati in quota da tre elicotteri, i cento soccorritori, a turno, hanno concentrato le ricerche a Valle Majelama, partendo da 1.750 metri di quota. Le operazioni sono state indirizzate nei tre punti Gps individuati da una speciale tecnologia in dotazione all’elicottero Av169 della Finanza, ma anche sui principali accumuli di neve e attorno a presunte tracce fiutate ieri dalle unità cinofile. Si lavora a fatica per via delle stratificazioni indurite dalle temperature abbondantemente sotto lo zero. «La valanga è caduta sulla neve, quindi ha nevicato ancora tra domenica e lunedì, infine le gelate notturne: neve come cemento, difficile scavare», sottolinea un soccorritore.
Lo strato è profondo in media dai 3 ai 4 metri, ma in alcuni punti gli accumuli hanno superato i 9 metri, tanto che i tecnici hanno dovuto montare sonde più lunghe. Proprio l’attività con le sonde consente di creare fori nell’area delle ricerche per far risalire possibili molecole e agevolare il lavoro dei cani.
SOFISTICATE TECNOLOGIE. I soccorritori possono contare su speciali tecnologie, dai dispositivi Recco, per la ricerca di piastrine metalliche spesso cucite nel moderno abbigliamento da montagna, ad apparecchiature impiegate per l’intercettazione di Sim telefoniche (come per la caccia ai latitanti). «I nuovi segnali Gps non sono molto distanti dal primo», spiega Paolo Di Quinzio del Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo, «stiamo lavorando al massimo per portare a casa dei risultati».
MARSILIO: «MEZZI MECCANICI». Ieri il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è tornato alle pendici del Velino. «Nonostante le ottime condizioni meteo, le ricerche non hanno dato esito e si sta valutando di intervenire coi mezzi meccanici se domani (oggi per chi legge, ndr) non si trova ancora nulla», dichiara, «nei prossimi giorni è previsto un peggioramento del tempo, ma è nostro dovere non arrenderci e aggrapparci anche all’ultimo barlume di speranza».
IL SINDACO: «NON FERMATEVI». «C’è dolore per i nostri quattro concittadini e le loro famiglie, ma non abbandoniamo la speranza. Per questo bisogna continuare a cercare», sottolinea il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, «a nome della città che rappresento, e di tutta la comunità marsicana, vorrei ringraziare i soccorritori arrivati da tutta Italia e i sindaci di Massa e Magliano per la piena disponibilità. È essenziale andare avanti con questo spiegamento di forze anche nei prossimi giorni».
TANTA SOLIDARIETÀ. Disperazione ma anche tanta umanità a Forme, con l’encomiabile lavoro dei volontari della Pro loco e di diverse associazioni che fin da domenica assistono i familiari dei dispersi e gli uomini e le donne del soccorso. L’imprenditore Berto Savina sta donando centinaia di pasti caldi al giorno.
ORDINE PUBBLICO. Su richiesta del questore Gennaro Capoluongo, nella zona del campo base è stata emanata un’ordinanza per l’ordine pubblico: predisposto un servizio di controllo, in considerazione della pandemia e delle numerose persone sul posto.