Distinzioni e tutele: ecco le due ipotesi al vaglio

PESCARA. Il governo Meloni cerca una scappatoia sulla questione delle concessioni balneari e della minaccia europea di una procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein...
PESCARA. Il governo Meloni cerca una scappatoia sulla questione delle concessioni balneari e della minaccia europea di una procedura d’infrazione per il mancato rispetto della direttiva Bolkestein (vedi articoli in pagina).
Dopo la proroga della scadenza delle concessioni e il richiamo di Mattarella, infatti, ora l’esecutivo è al lavoro per trovare una soluzione definitiva attraverso un compromesso: modificare la norma contenuta nel Milleproroghe senza però aprire del tutto alla concorrenza.
Una delle ipotesi al vaglio è quella di distinguere tra le concessioni assegnate prima del 2010 (anno in cui la direttiva Bolkestein è stata recepita in Italia) e quelle successive a questa data. In altre parole: chi ha investito in uno stabilimento prima che alla legge dell’Unione europea fosse data attuazione in Italia non può essere paragonato a chi lo ha fatto dopo. In tal modo verrebbero salvate la maggior parte delle concessioni.
Un’altra ipotesi che circola con insistenza e da tempo è quella di prevedere delle tutele speciali per i titolari di licenze: l’idea è quella di mettere a bando le concessioni, accontentando l’Europa, ma con una corsia preferenziale per chi ha già uno stabilimento. Ma il confronto è solo all’inizio.
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