Dolore e lacrime per Carolina e Giulia

Penne e Loreto Aprutino piangono la morte di Di Giacomo, 64 anni, e di Coletta, 29 anni, stroncate da gravi malattie
PENNE. Se n’è andata in punta di piedi, senza far rumore. Con la gentilezza, la pacatezza e la cortesia che sempre l’hanno contraddistinta. Ieri pomeriggio, alle 15, nella chiesa di San Massimiliano Kolbe, si è tenuto il rito funebre di Carolina Di Giacomo, celebrato da don Venanzio Marrone. In tanti si sono ritrovati nella chiesa della parrocchia di San Massimiliano Kolbe. Chi non è potuto entrare in chiesa, data la capienza limitata per il rispetto delle misure di distanziamento sociale, ha ascoltato l’omelia nel piazzale esterno, in modo da rendere il doveroso omaggio all’amata Carolina. La 64enne sarta pennese, titolare dell’omonimo atelier di abiti da sposa, è morta venerdì a causa di una grave malattia che da qualche tempo l’affliggeva. Ha vestito diverse generazioni di giovani spose pennesi e non solo. Tutte, soprattutto su Facebook, le hanno lasciato un ricordo, uno spaccato di vita, un aneddoto legato alla sua amata professione. «Sei entrata nella vita delle tue sposine in punta di piedi: non hai mai avuto bisogno di urlare per farti sentire. Ci hai lette dentro. In tante siamo entrate nel tuo atelier con un sogno che custodivamo da bambine e ne siamo uscite con la certezza di averlo realizzato, perché tu ci leggevi dentro: mancherai a tutte noi», la dedica personale di Angela Pizzi in ricordo di Carolina Di Giacomo. La sarta pennese, benvoluta e amata da tutti, lascia il marito Gabriele Grande, i figli Silvia e Giuseppe, e i suoi due amati fratelli: Francesco e Giacomo. «Esiste un'eleganza che prescinde da qualsiasi condizione: quella dell'animo delle belle persone, quella che traspariva dalle tue parole, dalle tue azioni e dal tuo cuore sincero. Carolina Di Giacomo ti porterò sempre nel mio cuore», le scrive su Facebook un’altra sposina che qualche anno fa scelse le sapienti mani di Carolina per confezionare il suo abito da sposa. Amava il suo lavoro, amava mettere a suo agio le proprie clienti ed entrava in sintonia con loro su tutto. Una persona speciale, amata e stimata da tutta la comunità pennese.

