Doloso l’incendio in centro ma non ci sono telecamere

Il rogo che ha distrutto la banca non è stato ripreso: quel punto è fuori visuale
PESCARA. Prende sempre più corpo l’ipotesi che l’incendio scoppiato, martedì mattina alle 8, in pieno centro, sia di origine dolosa. A prendere fuoco, un’isola ecologica all’angolo tra via Roma e via Fiume, sistemata proprio davanti a una delle vetrine della banca Intesa San Paolo, completamente divorata dalle fiamme così come il locale adiacente. E in quel punto esatto non esistono telecamere: ci sono diversi sistemi di videosorveglianza attorno alla filiale e nelle vie limitrofe, le cui immagini sono state subito acquisite dalla polizia, ma in quel tratto di via Roma no. C’è solo una telecamera, ma si trova all’ingresso della Ztl all’incrocio tra via Roma e corso Vittorio, e riprende soltanto le targhe al passaggio delle auto. E questo potrebbe rientrare in un piano ben preciso e comunque aver facilitato una eventuale azione.
Sin dai primi momenti si stanno passando al setaccio tutti i video a disposizione, analizzando ogni minimo dettaglio soprattutto su chi è passato immediatamente prima e dopo l’incendio. A occuparsi delle indagini è la Digos, coordinata da Dante Cosentino. Vanno avanti senza tralasciare nulla e nessuna pista: dall’atto di vandalismo a un atto rivolto contro la banca.
Anche se rivendicazioni non sono arrivate, resta aperta l’ipotesi dell’attentato di matrice anarchica, vista la protesta che sta divampando in tutta Italia e non solo a sostegno di Alfredo Cospito, da 106 giorni in sciopero della fame contro il regime di 41 bis a cui è sottoposto. Da sud a nord si susseguono incendi, attentati dinamitardi, disordini: oltre che a Milano e Roma episodi di violenza si sono registrati, negli ultimi giorni, a Bari, Cagliari, Torino, Napoli, Bologna, Trento. A essere presi di mira, tralicci, vetture, palazzi istituzionali. Fra gli obiettivi a rischio indicati nelle varie informative di polizia, insieme a sedi dell’Agenzia dell’entrate, infrastrutture, commissariati, auto del car sharing, vengono indicate proprio le banche. E poi c’è da considerare che Cospito è originario di Pescara, per cui non si esclude che qualcuno dalla sua terra e dalla sua città abbia voluto far sentire il sostegno alla causa attraverso un gesto eclatante, compiuto in pieno centro e in una delle ore di punta, scatenando il panico generale.
Nel giro di pochi secondi, l’inferno: fiamme alte 10 metri, un palazzo di sette piani, quello in cui si trova l’istituto di credito, evacuato, strade chiuse, circolazione bloccata e un’ampia area transennata. Come detto però nulla viene tralasciato. Si stanno sentendo e risentendo tutte le persone che hanno visto divampare l’incendio e, quindi, negozianti, residenti della zona oltre al direttore e ai dipendenti della filiale di Intesa San Paolo e questo per capire se abbiamo subito minacce nell’ultimo periodo e se ci siano stati episodi particolari. Tutto ciò in attesa degli esiti degli accertamenti che i vigili del fuoco del comando provinciale, diretti da Luca Verna, stanno portando avanti, i quali confluiranno in una informativa che sarà consegnata alla polizia e al pm Luca Sciaretta, che su quanto accaduto ha aperto un fascicolo. Sul posto, per ore hanno lavorato gli uomini del nucleo Nbcr, insieme con la scientifica e gli artificieri della polizia, alla ricerca di eventuali ordigni. Sono stati impiegati anche strumenti in grado di rilevare eventuali acceleranti ossia sostanze che facilitano la propagazione delle fiamme.
Più testimoni hanno raccontato di aver notato una piccola fiamma nell’isola ecologica diventata dopo qualche secondo altissima: una dinamica che escluderebbe un caso accidentale. Fiamme accompagnate da una nube nera che ha raggiunto sempre in pochissimo tempo l'incrocio con corso Vittorio Emanuele. Per il forte calore, hanno riportato danni i rivestimenti in plexiglass di alcuni balconi e persino le serrature dei negozi.

