Domande per i 600 euro Il modulo Inps da domani

31 Marzo 2020

Le procedure interessano partite Iva e autonomi: soldi disponibili dal 15 aprile 

L’AQUILA. Scatterà domani la corsa alla presentazione delle domande all’Inps per ottenere il bonus da 600 euro per il mese di marzo. Non sarà un vero e proprio click day, ma la data è attesissima vista l’amplia platea dei beneficiari, partite Iva e liberi professionisti, che potranno accedere alla misura di sostegno per l’emergenza Covid-19. I soldi dovrebbero arrivare nelle tasche degli abruzzesi dal 15 aprile, data indicata dal governo. Al bonus, previsto nel decreto Cura Italia, potranno avere accesso anche i liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza – provvedimento inserito in seconda battuta e finanziato dal Fondo per il reddito di ultima istanza – che abbiano chiuso l’attività o subìto una riduzione pesante delle entrate.
LA PROCEDURA. La tempista nell’erogazione dei bonus ha creato non poche polemiche tra associazioni e ordini professionali. Ma adesso ci siamo. L’Inps attiverà domani un link con la procedura per ottenere il contributo una tantum, ma per avere i soldi in tasca gli abruzzesi dovranno attendere altre due settimane, visto che l’erogazione dei bonus partirà, come specificato dal premier Giuseppe Conte, dal 15 aprile. Il decreto legge 18 del 2020 precisa che «i bonus non concorrono alla formazione del reddito» e che non ci sarà un click day «in quanto le risorse stanziate permetteranno a tutte le domande di essere accettate».
A CHI SPETTA. Nell’elenco dei beneficiari figurano i liberi professionisti, con partita Iva attiva al 23 febbraio scorso, i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata Inps, i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, i lavoratori dipendenti stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo. Anche i professionisti iscritti alle Casse di previdenza avranno diritto al contributo che sarà erogato dal Fondo per il reddito di ultima istanza, ma solo se costretti a chiudere l’attività, con redditi limitati o, in alternativa, che abbiano subìto una riduzione significativa delle entrate. La dotazione finanziaria del fondo è pari a 300 milioni di euro.
ENTRATE IN PICCHIATA. Il budget riservato ai liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza è pari a 200 milioni di euro, ma con alcune limitazioni rispetto alle entrate in cassa. I beneficiari devono aver conseguito, nel 2018, un reddito fino a 50mila euro, comprese eventuali entrate derivanti da affitti brevi, non superiori a trenta giorni, o con cedolare secca e che siano in regola con gli obblighi contributivi del 2019. L’indennità verrà erogata fino a esaurimento dei fondi e su presentazione della domanda alla Cassa previdenziale a cui il professionista è iscritto. Inoltre, chi ha un reddito fino a 35mila euro può limitarsi solo a presentare la domanda, mentre per i professionisti con entrate tra 35mila e 50mila euro, il diritto al contributo si ha solo a fronte della chiusura della partita Iva tra il 23 febbraio e il 31 marzo o di una riduzione di almeno il 33% del reddito nel primo trimestre dell’anno. BONUS BABY SITTING. Per il periodo di chiusura delle scuole, in alternativa al congedo di quindici giorni riconosciuto ai genitori, il decreto Cura Italia ha previsto un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting. A richiederlo potranno essere i lavoratori del settore privato, gli iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi, fino a un massimo di 600 euro. Lo stesso beneficio è previsto anche per i lavoratori pubblici impegnati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato, medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia medica, operatori socio-sanitari, e per il personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica. In tal caso, l’importo massimo concesso è di mille euro. Il bonus, stando alle disposizioni dell’Inps, potrà essere erogato tramite il Libretto famiglia; la domanda può essere presentata tramite diversi canali: online, utilizzando l’apposito servizio telematico “Bonus servizi di baby-sitting” disponibile nella sezione “Servizi online”, “Servizi per il cittadino” e “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito”, sul sito dell’Inps, tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o lo 06-164164; infine, tramite i patronati.
CASSA ORDINARIA. Nove settimane al massimo di cassa integrazione ordinaria. La circolare 47 del 2020, emanata dall’Inps, ha previsto l’accesso semplificato per le aziende al trattamento ordinario di cassa integrazione guadagni, all’assegno ordinario e alla cassa integrazione in deroga, con la causale “COVID 19 nazionale”. Per la cassa integrazione e l’assegno ordinario non sarà necessario dimostrare la non imputabilità e la temporaneità dell’evento, né comunicare la data di ripresa della normale attività, né sarà richiesta alcuna relazione tecnica. Il periodo di riferimento, retroattivo, va anno dal 23 febbraio al 31 agosto. I lavoratori per i quali si chiede la prestazione devono essere già dipendenti dell’azienda alla data del 23 febbraio, spiega l’Inps. In caso di pagamento diretto della prestazione, non è richiesta alcuna motivazione specifica. Per i datori di lavoro del settore privato, che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione, è, invece, prevista la cassa integrazione in deroga, approvata ieri dalla Regione Abruzzo, sempre per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e per la durata massima di nove settimane. Per le aziende plurilocalizzate, che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione, e che hanno unità produttive ubicate in cinque o più regioni, la domanda deve essere autorizzata dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
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