Domani alla libreria Qui Abruzzo de Nobile con “Ludus in Fabula”

3 Ottobre 2014

PESCARA. C'è una frase che Sandro de Nobile, di San Vito, insegnante di lettere nella Scuola Secondaria, fa pensare al protagonista del primo racconto, intitolato "Tipo Sharazad…" degli undici...

PESCARA. C'è una frase che Sandro de Nobile, di San Vito, insegnante di lettere nella Scuola Secondaria, fa pensare al protagonista del primo racconto, intitolato "Tipo Sharazad…" degli undici componenti la sua silloge, appena edita da Solfanelli per Tabula Fati intitolata “Ludus in fabula” (100 pagine, 10 euro) ed è «Ho dichiarato tutta la mia inettitudine di narratore di fiabe». Ma non si addice né al protagonista del racconto né soprattutto a lui, giacchè di entrambi bisogna dire il contrario, che sono ottimi affabulatori. Gli undici scattanti racconti sono vivi, si leggono dalla prima all'ultima riga senza potersene staccare, incuriosiscono il lettore ed hanno una leggerezza data dall'assenza di orpelli e compiacimenti della lingua, volutamente ponderata sulla riproposizione del common thinking e dello speakeasy quotidiano, cioè del modo in cui la gente e soprattutto i giovani pensano e parlano. E ancora: le fabulae hanno ambientazioni inquiete, trasognate, "straniate", come ben ha scritto nella ricca prefazione Rolando D'Alonzo; straniate nel senso che gli accadimenti sono pochi e a volte consistono in un mero cenno all'antefatto; sono ironiche, o meglio autoironiche, non solo perché provenienti da un io narrante, ma perchè tra alcuni personaggi e l'Autore è lecito ravvisare una continuità. De Nobile gioca insomma a prendersi in giro e questa cifra ludica è una parte importante della sua poetica: la confusione in cui incorrono i personaggi, l'indecisione, il disorientamento, la loro tenera incapacità di non essere vittime degli eventi (irrorata da copiose effusioni ormonali, anche erotiche), la non altissima autostima li rendono simpatici. Dove "simpatia" va intesa non solo nel senso di sorriso, ma di etimo, cioè di consonanza prodotta all'istante nel lettore, caratteristica rara in una prova d'esordio, di regola afflitta da sbavature e tracimazioni verso eccessi descrittivi o conati di resa dei moti interiori. Nulla di ciò, per fortuna, in questi racconti. Vi si muovono esseri "scarmigliati", "frastornati", "arruffati" che ad ogni racconto si affacciano come chi si leva dal letto incontro al nuovo giorno, ancora combattendo con le immagini oniriche della notte (e incerto su quali siano quelle reali). Sandro de Nobile parlerà di Ludus in Fabula con Rolando D'Alonzo e l'editore a Pescara, Libreria Qui Abruzzo, via de Amicis, domani, sabato 4 ottobre, alle ore 18.

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