Domani catena umana per la Pace: si mobilita il coordinamento No G7

PESCARA. Da una parte l’annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla conferenza umanitaria relativa al conflitto in Medio Oriente in programma a Pescara il 22 ottobre, quando cominceranno...
PESCARA. Da una parte l’annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla conferenza umanitaria relativa al conflitto in Medio Oriente in programma a Pescara il 22 ottobre, quando cominceranno le riunioni ministeriali legate al G7, e dall’altra quello sulle iniziative parallele organizzate dal coordinamento “no G7” per cui «un altro mondo è possibile», precisano i proponenti. Ne fanno parte forze sindacali, culturali e politiche.
Ieri mattina, nella sede della Cgil, sono state ribadite le ragioni alla base del dissenso nei confronti del forum. Il G7 si svolgerà fino al 24 ottobre, con iniziative legate agli obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, che si concluderanno domenica 27. Due, per il momento, gli appuntamenti fissati dal coordinamento: una manifestazione per dire stop alla guerra e un incontro sulla cooperazione. «È necessario far capire che c’è un altro modello di sviluppo possibile», spiega Carmine Ranieri, segretario Cgil Abruzzo Molise. «Tajani ha comunicato che ci sarà una grande iniziativa umanitaria per le popolazioni di Gaza e del Libano, sicuramente importante. Tuttavia urge impegnarsi per garantire una tregua del conflitto in Medio Oriente. Inoltre, si sta facendo poco per consentire il reale sviluppo. Le popolazioni africane emigrano perché la crisi climatica porta alla desertificazione dei terreni. È necessario costruire infrastrutture per l'accesso all’acqua». Nel G7 non vengono coinvolte le organizzazioni non governative, ma si pensa ai vantaggi per l’Italia con il piano Mattei».
Parla di contraddizioni anche il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, che sul tema della guerra incalza: «Il G7 è complice del genocidio che si sta compiendo a Gaza. Vogliamo manifestare per dire basta e per affermare che bisogna prevedere sanzioni a Israele, così come sono state messe a Putin».
Domani ci sarà la prima catena umana per la Pace, che vedrà la partecipazione di diverse associazioni, anche di quelle non aderenti al coordinamento. Per il referente Renato Di Nicola, «le politiche dei Paesi industrializzati hanno prodotto effetti devastanti per l’economia mondiale e per il futuro di gran parte dei popoli del nostro pianeta». «Non condividiamo affatto le iniziative, che si stanno svolgendo in più di venti città italiane», dice Giuseppe Racaniello, coordinatore Cobas scuola. «Basti pensare che solo a Pescara la spesa sarà più di 500mila euro. Bisognerebbe impiegare le forze dell’ordine in maniera diversa sul territorio, considerando i problemi sociali riscontrati in città».
Tra i presenti c'erano anche Alessandra Genco, vicepresidente Anpi Pescara, e i consiglieri comunali Simona Barba e Domenico Pettinari.

