Domani i funerali: stadio e palasport per l’ultimo saluto

A Casoli l’addio ai fratelli Fiore e al cugino Mattia Menna A Rapino firmato il lutto cittadino per Domenico Di Fazio
BUCCHIANICO. I fiori gialli e lilla sono legati al cartello stradale. Qui, sulla statale 649, all’altezza di Bucchianico, si è interrotta l’esistenza di Alessandro, Massimiliano, Mattia Lorenzo e Domenico. E qui, ieri mattina, un uomo sulla sessantina accosta la macchina e scende. Si avvicina al mazzo di girasoli e lisianthus lasciato da una mano anonima e lo accarezza. La scena si ripete più volte nel corso della giornata: uno, due, tre automobilisti si fermano per un ricordo, un pensiero, una preghiera. È vero, saranno madre e padri, fratelli e sorelle, nonni e nonne a trascinare per sempre, e in solitudine, questo terribile fardello. Ma la strage di Bucchianico provoca un dolore collettivo che unisce tre comunità: quella di Casoli, dove abitavano Massimiliano e Alessandro Fiore; quella di Altino, il paese in cui viveva il cugino Mattia Lorenzo Menna; e quella di Rapino, che piange Domenico Di Fazio.
Domani sarà il giorno del dolore. Al palazzetto dello sport di Casoli, alle dieci del mattino, sono previsti i funerali dei fratelli Fiore e del cugino. La cerimonia sarà trasmessa anche in diretta Zoom. A piangere Alessandro e Massimiliano ci sono il papà Domenico, responsabile dell’ufficio manutenzioni del Comune di Casoli, la mamma Luisa, la sorella Erika e il fratello Marco. Mattia, invece, lascia i genitori Emanuele e Rebecca e la sorella Asia.
Sempre domani, ma alle quattro del pomeriggio, Rapino saluterà Di Fazio, il presidente della squadra di calcio cittadina, in quella che il sindaco Rocco Micucci ha definito «la sua seconda casa», lo stadio comunale. L’impianto sportivo, come rimarcato a più riprese dal primo cittadino, sarà intitolato proprio alla memoria del numero uno della società neroverde.
«Domenico», dice Micucci, «aveva una casa tutta sua, che non era quella che divideva abitualmente con la mamma Ginetta, il papà Rocco, la sorella Valentina e il fratello Marco. Talmente grande e impegnativa che, se lo cercavi, sapevi dove andare a colpo sicuro. Perfino Lorena, la fidanzata, a volte doveva andarselo a riprendere lì. Quando Domenico tornerà a Rapino, lo dobbiamo accogliere dentro la “sua” casa. Sono tutti d’accordo: i ragazzi della squadra, il parroco don Claudio Cieri, i giovani del coro parrocchiale». Nel paese ai piedi della Maiella sarà lutto cittadino con le bandiere esposte a mezz’asta e gli uffici pubblici e le scuole che si fermeranno per un’ora, dalle 13 alle 14.
Ieri mattina, Massimo Tiberini e Vincenzo Muratelli, sindaci rispettivamente di Casoli e Altino, hanno raggiunto Rapino per incontrare, insieme a Micucci, la famiglia di Domenico. Perché questo lutto, con quattro giovani vite volate via in quel punto di strada dove adesso rimangono solo tre fiori gialli e tredici lilla, questo lutto che spezza il fiato non può conoscere confini. (g.let.)
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